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Il messaggio dell’arcivescovo Mons. Salvatore Gristina ai fedeli

Di Salvatore Gristina* |

Lo sentiamo dire e lo diciamo continuamente anche noi che quest’anno la festa di Sant’Agata è molto diversa da come la conosciamo e da come tante volte l’abbiamo vissuta.

La pandemia in corso causa dappertutto tragedie, sofferenze e difficoltà che sono sotto gli occhi di tutti e sono talmente evidenti da rendere incomprensibili certe affermazioni “negazioniste”. La pandemia purtroppo c’è, non possiamo negarla; vi siamo dentro e l’orizzonte non è del tutto radioso.

Stiamo vivendo, quindi, le tanto care giornate agatine nel pesante contesto della pandemia. Il che significa l’aver dovuto annullare tutte le tradizionali manifestazioni esterne, che facevano accorrere a Catania tanta gente, tanti turisti, per osservare e gustare eventi e bagni di folla non facilmente reperibili altrove. E’ stata una grande sofferenza prendere la decisione di annullare i tipici aspetti esteriori della festa. Insieme ai responsabili della Città ho dovuto modificare anche lo svolgimento delle Celebrazioni liturgiche che, pure a me vescovo, danno tanta gioia. Si è trattato di una decisione sofferta, ma anche di un atto di responsabilità, di rispetto e di affetto verso la Comunità.

Tutto questo è vero, ma c’è anche altro da tener presente e vivere.

Sottolineiamo in particolare quanto segue. Quante volte abbiamo udito soprattutto giovani e ragazzi gridare con forza, entusiasmo e con convinzione “Siamo tutti devoti tutti, cittadini viva Sant’Agata”. Devoti e cittadini, così ci vuole Sant’Agata. La pandemia ci offre l’opportunità per manifestare chiaramente che la nostra devozione non è solamente un atteggiamento religioso da vivere solo alcuni giorni dell’anno, ma esprime anche un impegno civico che deve segnare la nostra vita quotidiana. La città e noi catanesi dobbiamo essere da tutti ammirati non soltanto per le nostre belle espressioni di devozione e folklore verso la Patrona, ma soprattutto per il nostro comportamento esemplare. Quest’anno, allora, abbiamo l’opportunità di mostrarci veri devoti che hanno pure a cuore la salute personale e degli altri, che osservano le disposizioni e le indicazioni date dalle Autorità competenti per il bene comune. L’osservanza esemplare delle norme di sicurezza e per contenere la trasmissione del virus, sono un autentico atto di devozione verso Sant’Agata. Lei non ha bisogno delle abituali manifestazioni con cui esprimiamo la nostra gioia, ma vuole vedere che tutti ci comportiamo da cittadini responsabili. Sarà Lei a venire da noi, nelle nostre case, grazie al prezioso servizio dei media, per infonderci coraggio in questo tempo di disagio, speranza in un futuro non più segnato dall’invisibile nemico, forza nel saperci rialzare dalle macerie che la crisi anche economica sta seminando nella nostra Isola.

Non mancheranno, e speriamo che vengano al più presto, i tempi in cui, da catanesi veraci, potremo esprimere il nostro attaccamento alla Santa Patrona con la gioia di sempre.

La pandemia ci priva di tante manifestazioni cui siamo attaccati. In compenso, ci offre l’opportunità di purificare la nostra devozione. Seguiamo le trasmissioni con devozione, a casa e, chi lo desidera, con il sacco: Sant’Agata sarà con noi e si unirà alla nostra preghiera per implorare la fine di questa prova che penalizza tutti, e particolarmente le persone più fragili e vulnerabili, come pure le persone anziane e le giovani generazioni.

Viviamo, allora, i giorni di festa arricchendoli di gesti di attenzione verso le persone che più soffrono di solitudine. Ogni anno durante la processione è sempre un luccichio di flashes da parte di tutti per immortalare il volto di Agata e trattenerlo con noi. Quest’anno la Santa Patrona ci chiede, invece, di usare i nostri cellulari per chiamare o videochiamare le persone che Agata vuole raggiungere di preferenza: chi è più solo o soffre di più.

Se viviamo così la festa, sarà davvero una Sant’Agata speciale e sempre indimenticabile.

Lo auguro cordialmente a tutti. Viva Sant’Agata.

* Arcivescovo metropolita della diocesi di CataniaCOPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA