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Covid-19

Covid, 12enne francese arriva a Catania con 40 di febbre: ricoverata al Cannizzaro

La ragazzina, che come informa il primario Iacobello non è grave, avrebbe contratto la variante Delta

Di Giuseppe Bonaccorsi

Mentre il popolo dei no vax (sembra circa 300) sabato ha partecipato anche a Catania a un raduno spontaneo e non autorizzato per protestare contro i provvedimenti del governo e del presidente Draghi (nella stessa pagina sono pubblicate alcune foto del raduno), il Covid ha alzato l’asticella e ha mandato in ospedale una dodicenne francese appena sbarcata con la famiglia da un volo diretto Catania-Parigi  per trascorrere un periodo di vacanze in Sicilia. La famiglia è stata  posta in quarantena in un hotel Covid e al momento non ha manifestato sintomi.  Probabilmente -  ma per avere conferme ci vorrà una settimana - la ragazzina è affetta dalla variante Delta che in Francia è ormai preponderante e che è più infettiva del 60% rispetto alla variante inglese sino a qualche settimana fa  era dominante  anche in Italia.

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Ad accorgersi che qualcosa non andava sono stati gli addetti in aeroporto del team tamponi che hanno controllato i passeggeri scesi dal volo e hanno appurato che la ragazzina aveva 40 di febbre. Quindi mentre il popolo dei no vaccini continua a manifestare, negli ospedali il virus continua a mietere vittime e due giorni fa ha mandato in rianimazione una donna gelese, vittima di un focolaio Covid molto aggressivo secondo quanto dichiarato dal primario di Malattie infettive del Cannizzaro, Carmelo acobello che ha in reparto anche la ragazza francese. Iacobello ha detto che la piccola europea non desta preoccupazioni, «ciononostante, visto il quadro clinico con febbre alta, è stata ricoverata per precauzione in ospedale. Il suo quadro clinico non presenta al momento alcun focolao polmonare e contiamo di risolvere lo stato febbrile in pochi giorni. Ma il caso è indicativo di una diffusone del virus che sta riprendendo vigore giorno dopo giorno. A questo punto, visto il numero dei cittadini non vaccinati neanche con la prima dose, temiamo che la situazione degli ospedali in autunno diverrà nuovamente insostenibile e  avremo un nuovo picco che potrebbe essere aggravato proprio dalla alta diffusibilità di questa variante che sta circolando». Iacobello infine ha fissato l’attenmzione su un altro aspetto, quello dell’assistenza sanitaria ospedaliera qualora il virus dovesse riprendere vigore, come sembra.. «Purtroppo potremmo essere costretti a riaprire   reparti Covid, con l’aggravante che il sistema sanitario sarà costretto nuovamente a comprimere  altri servizi essenziali. E in questo momento in cui finalmente abbiamo le armi per sconfiggere il virus, cioè i vaccini, questa situazione è veramente assurda».

Sul fronte dei numeri, nonostante i no vax per scelta, i cittadini continuano a dare segnali di risveglio e chiedono di vaccinarsi dopo aver sentito le parole del presidente Draghi e aver constatato che a partire dai primi di agosto per chi non si è vaccinato sarà impossibile andare anche in un ristorante al chiuso o ad assistere a una manifestazione. Dai dati che arrivano dal Covid team del commissario Liberti si registra un aumento dei cittadini che chiedono subito di vaccinarsi, oppure che si sono prenotati sulla piattaforma.
 Sabato all’hub di Acireale sono state somministrate 960 dosi e 369 erano prime dosi. All’hub di via Forcile  soltant ieri le prime dosi sono state 570, quindi in crescita rispetto ai giorni precedenti e antecedenti i provvedimenti governativi. All’hub di Caltagirone sono stati iniettati sempre sabato 416 vaccini, 200 dei quali prime dosi. Domenica ad Acireale le prime dosi sono state 333, le seconde 602. Non sono ancora disponibili i numeri  dei centri vaccinali sparsi in tutta la privincia, né lquelli de di quelli dei medici di famiglia. Quindi è deducibile supporre che dopo un tonfo delle prime dosi pari al 20% registrato nei giorni scorsi il trend si è invertito e i cittadini sinora recalcitranti hanno deciso di saltare il fosso e immunizzarsi. D’altronde - come sostiene il primario Iacobello - il vaccino oltre a dare la possibilità alle persone di muoversi liberamente, anche se sempre con le dovute precauzioni, mette al sicuro al 90% i vaccinati dai sintomi gravi. Il problema in autunno non riguarderà i vaccinati, ma i non vaccinati. Per questo torno a ribadire l’appello ai cittadini di sfruttare l’occasione dei vaccini per ridurre al minimo i rischi cui andranno incontro. Anche oggi in ospedale in genere tutti i ricoverati  che abbiamo in reparto sono non vaccinati».  
 

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