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Processo “Nebrodi”, Antoci: «Si chiude un cerchio, sarò presente in aula»

Così il presidente onorario della Fondazione Caponnetto ed ex presidente del Parco dei Nebrodi sull'attesa del sentenza

Di Redazione |

«Sarò presente in aula alla lettura della sentenza. Si chiude un cerchio e si scrive una pagina di storia, si libera un territorio. Da quel 2013 non avrei mai immaginato di attraversare una strada così tortuosa, non avrei mai pensato di dover rischiare la mia vita e perdere la mia libertà, così come non avrei certamente mai pensato di contribuire a creare una norma dimostratasi devastante per le organizzazioni mafiose». A dirlo il presidente onorario della Fondazione Caponnetto Giuseppe Antoci sul processo denominato "Nebrodi" che ha portato a 94 arresti e il sequestro di 151 aziende agricole per mafia, una delle più vaste operazioni antimafia sul versante dei Fondi Europei dell’Agricoltura in mano alle mafie, mai eseguita in Italia e all’Estero. Un meccanismo interrotto dal «Protocollo Antoci» poi recepito nei tre cardini del Nuovo codice antimafia I giudici del Tribunale di Patti sono in Camera di consiglio dal 24 ottobre. La sentenza è prevista per le prossima settimana. 

«Sono stati anni di sofferenze e preoccupazioni – aggiunge Antoci – ma anche di vittorie. Spero in un verdetto esemplare che possa alleviare almeno in parte tutto il dolore di questi anni. Sono infatti convinto che nell’accidentato cammino della vita – gravido di inside, tragedie, paludi, meschinità, zavorre e miserie – la resilienza e la difesa senza se e senza ma della dignità rimane la sola vitale questione dell’essere umano».   COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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