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Jihadisti somali al Kenya, 'cambi politica o saranno guai'

Lettera aperta di Al Shabaab al futuro governo

Di Redazione

NAIROBI, 28 AGO - Il gruppo jihadista somalo Al Shabaab, con una lettera aperta consegnata ai media nazionali, ha dettato le condizioni al nuovo governo del Kenya sulla politica nei confronti della Somalia, in attesa che la Corte Suprema di Nairobi si pronunci sul ricorso presentato dal leader dell'opposizione Raila Odinga e confermi o meno l'elezione dell'attuale vicepresidente William Ruto. La lettera, intitolata 'Il Kenya al bivio' chiede ai "vicini di casa" un netto cambiamento nella politica estera e il ritiro dell'esercito di stanza in Somalia dal 2011. "Sono passati 11 anni da quando il Kenya ha invaso la Somalia. Ad oggi, tuttavia, l'esercito keniota non ha raggiunto nessuno degli obiettivi iniziali dell'invasione, le forze di difesa del Kenya sono incapaci di uscire dai loro bunker e di condurre operazioni militari efficaci contro i mujahidin" si legge nel comunicato. Al Shabaab fa notare che la situazione politica tra i due Paesi deve essere rivista, se non si vuole andare incontro a rischi dannosi. "In campagna elettorale, i candidati presidenziali hanno deliberatamente evitato di affrontare il tema del deterioramento della situazione di sicurezza del Kenya e dell'invasione militare della Somalia. I politici kenioti, a quanto pare, sono disposti a persistere sulla strada della guerra per soddisfare gli interessi dei loro padroni occidentali, mettendo a rischio la vita dei loro cittadini e l'interesse del loro Paese". Al Shabaab nell'ultimo decennio ha rivendicato diversi attacchi terroristici in Kenya, tra cui quello al centro commerciale Westgate di Nairobi nel 2013, che causò 67 morti, e quello all'Università di Garissa, in cui morirono 151 studenti cristiani.

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