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Coronavirus, dal narcisista all’ossessivo-compulsivo: i profili stilati da psicologa diventano virali sul web

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Coronavirus, dal narcisista all'ossessivo-compulsivo: i profili stilati da psicologa diventano virali sul web

Di Rossella Jannello

L’ha scritto in una notte di ansia per lei e per tutti gli italiani, ed è diventato virale. Parliamo del post che la dott. Silvia Alaimo, psicologa, psicoterapeuta, didatta dell’Istituto di Gestalt H.C.C Italy e membro del comitato etico dell'Eagt (European Association for Gestalt Therapy), ha scritto e condiviso nel suo profilo su Facebook la notte del decreto di Conte che ha “chiuso” l’Italia imponendo severe misure di contenimento del Coronavirus. Un post semiserio (ma professionale!) in cui passa in rassegna le possibili reazioni delle persone affette da vari disturbi di personalità rispetto al Covid-19.

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A cominciare dal Narcisista: «A me il coronavirus fa un baffo! Non è né più né meno che una banale influenza!», per andare allo Psicopatico che pensa: «Chi se ne fotte del Coronavirus, stasera si va in centro! Tanto muoiono solo vecchi! Anzi, così lo Stato risparmia sulle pensioni!». Ma c’è anche L’ossessivo-compulsivo con «detersione oraria delle mani, amuchina, salviette disinfettanti, distanza di sicurezza misurata col metro, mascherina (come tutti un po' del resto)», il Depresso che lamenta «Chissà come ci finirà! I reparti scoppiano! È un castigo divino, ce lo meritiamo!», e l’Ansioso per il quale ha un senso correre anche «di notte al supermercato a fare le scorte sennò non troviamo più niente!». Per il Paranoide (e sono in tanti) «E' tutto un complotto! Serve a far crollare l'economia e il sistema capitalistico!», mentre l’Evitante mormora fra sé: «Per me non cambia niente, anzi, sono quasi contento! Detesto il contatto fisico e mi disturba tutta questa gente in giro per locali! Almeno non mi si può più dire che sono un asociale!».

L’Ipocondriaco, ovviamente «Chiama i numeri di pubblica utilità per richiedere il tampone, perché sente tutti i sintomi», e anche l’Istrionico pensa: «Il virus a me è già sicuramente venuto perché i sintomi li ho tutti (ma con meno ansia dell'ipocondriaco, anzi, ne ostenta compiaciuto la gamma di tutta la presunta sintomatologia)».

Il Borderline mostrerà tutta la sua doppiezza: «E' giusto e nostro dovere sociale e da bravi cittadini restare tutti a casa in rigoroso ritiro (con tono altisonante e convinto), però, cazzo, ‘sto fatto che non posso più partire nemmeno per un weekend, che ci bloccano tutti a casa giusto giusto ora che iniziava la primavera non si può tollerare!». E il Bipolare, infine? Dipende dalla fase nella quale si trova: «in fase down è depressivo-rassegnato (ormai sente che prenderà in virus, non c'è scampo!) e nella fase up proverà a disinvestire titoli e azioni per diventare socio azionista con Amuchina!».

«E voi - si chiedeva infine nel post la giovane professionista - in quale vi riconoscete?».

Un post nel quale si sono (ci siamo) riconosciuti in molti se è vero che è stato condiviso 1500 volte ed è stato commentato da migliaia di persone. Non solo: del post si sono “impadroniti” in tanti, anche colleghi di Silvia, anche dai nomi altisonanti che, poco eticamente, spesso non ne hanno citato nemmeno la fonte. Un tam-tam che ha sorpreso per prima la stessa Silvia Alaimo. «La notte del 9 marzo, dopo il Decreto ministeriale relativo alle restrizioni imposte dal Governo – racconta - non riuscivo a prendere sonno per l’ansia legata alla nuova situazione. A quel punto, un po’ per sorridere, e notando che io stessa avevo sviluppato un tratto ossessivo-compulsivo legato al continuo lavaggio di mani, e relativa disinfestazione con amuchina et similia, (le ho tutte scorticate), mi sono inventata anch’io qualcosa per strappare un sorriso e che fosse peculiare della mia professione. Una sorta di mini-Dsm (il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, ndr) relativo a tutti i disturbi di personalità, immaginando come avrebbero reagito al Coronavirus. Così – aggiunge - da inviare tramite WhatsApp a una chat di colleghi-amici per ridere insieme. Poi ho pensato che potesse avere una valenza per tutti. Da lì, l’idea di pubblicarlo su Facebook. Ma non mi aspettavo certo questo seguito. Si vede – conclude Silvia – che il disagio per questa situazione è veramente grande per tutti».

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