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Catania, cercasi soluzioni urgenti per il caos del nodo Gioeni

Dal by-pass di via Castorina alla rotatoria "naturale" di Canalicchio fino al sottopasso tante le alternative. Ma tanti cittadini rivorrebbero il cavalcavia

Catania, cercasi soluzioni urgenti per il caos del nodo Gioeni

CATANIA - Le giornate da dimenticare cominciano a diventare un po’ troppe per essere dimenticate, e anche quando va per così dire “bene” la circonvallazione resta un incubo che mette a dura prova gli automobilisti costretti loro malgrado a entrare in questa trappola di rotatorie, tornaindietro e ingorghi in cui si rischia di restare bloccati, nel peggiore dei casi anche oltre due ore per percorrere poche decine di metri. Il pomeriggio di mercoledì è stato nerissimo, con una paralisi completa della viabilità che fino a sera ha mandato in tilt l’area nevralgica del tondo Gioeni e dell’intera circonvallazione.

Il fenomeno non è stato per nulla circoscritto, anzi si è esteso “a catena”, molto più di quanto già spesso non accada in città, anche ai quartieri e in particolare alle aree attraversate dalle direttrici di viale Vittorio Veneto e via Vincenzo Giuffrida. «Stiamo monitorando la situazione con il presidio dei vigili urbani per comprendere le ragioni di queste particolari criticità proprio in questo periodo», dice l’assessore alla Mobilità Rosario D’Agata. «E’ probabile che ci sia un aumento delle auto in circolazione, e che mercoledì sera anche se in minima parte abbia contribuito la chiusura del perimetro attorno allo stadio, per la partita di calcio del Catania».

Un “minimo contributo”, dice onestamente l’assessore alla Mobilità, perché un altro nerissimo pomeriggio - in una situazione già ordinariamente critica - aveva messo a dura prova senza un particolare motivo gli automobilisti solo una settimana addietro, con i vigili urbani costretti a chiudere l’accesso alla rotatoria del tondo Gioeni alle auto provenienti da Ognina. Nessun incidente degno di nota, nessun camion in panne che sarebbe già una giustificazione, nemmeno un banale tamponamento, solo il segno inequivocabile che più di qualcosa non va e che questo sistema di viabilità non regge e ha bisogno di correttivi urgenti, anche perché potrebbe del tutto collassare nel periodo critico del fine anno verso cui andiamo incontro.

La situazione è delicata, gli automobilisti sono esasperati e chiedono che si ricostruisca il ponte, le alternative sono poche, e vanno pure a rilento.


Il previsto by-pass di via Castorina: i lavori sono in corso

La più concreta e vicina in ordine di tempo è quella già in cantiere, ovvero la bretella di via Giuffrida Castorina, il “by pass” con cui il Comune conta di alleggerire la pressione sul nodo, in particolare via Caronda e tornaindietro successivo, con un asse parallelo a “valle” da via Rosso di San Secondo (area ex Vulcania) al sottopasso di via Vincenzo Giuffrida da ripristinare. Le incognite sono tante, e gli effetti sulla viabilità (stimati dal Comune intorno al 25%) tutti da vedere. Per quest’opera, dopo la bonifica dell’area e la realizzazione della bretella, è stato necessario un secondo appalto per marciapiede, illuminazione e interventi per la sicurezza. L’aggiudicazione dei lavori è prevista entro la fine di novembre, poi dovrebbe essere avviato il cantiere per il completamento della bretella entro due o tre mesi, e dunque il fatidico responso, nella prima fase del 2018, su quanto l’opera possa in effetti essere utile alla causa della circonvallazione.


Il progetto di abbellimento del Tondo Gioeni: ma con la viabilità non c'entra

Anche i lavori sotto il parco Gioeni sforeranno con ogni probabilità nel 2018, ma sul fronte legato alla viabilità l’alternativa strutturale sarebbe qualla di riprendere il vecchio progetto di una “circonvallazione nord” sull’asse da Cannizzaro a Nesima.

In tempi più stretti quali si richiedono - accantonato per un problema di pendenza il by pass di via Colle del Pino, e per un problema ci costi il sottopasso sotto il nodo Gioeni della ex via Grassi, con scavi da escludere in questa situazione - resta l’opzione di una mega rotatoria “naturale” a est della città, previa intesa tra Comune e Anas, per utilizzare la rampa di sicurezza in disuso del viale Mediterraneo, a 700 metri dall’uscita Catania est.


La rampa sul viale Mediterraneo

La rampa collegherebbe con la via de La Salle e il viale della Costituzione, ed è già affiancata in discesa da una bretella anch’essa in disuso per il collegamento tra Canalicchio e viale Mediterraneo. Da una vasta area di Canalicchio sarebbe possibile un più comodo accesso in città e un collegamento con lo svincolo di via Giuffrida senza convergere su strade già intasate e alleviando la pressione sulla circonvallazione, che ne ha un estremo bisogno.

In ultimo ci sarebbe la soluzione proposta da un nostro lettore sulla rubrica "lo dico a La Sicilia"  che prevede la dislocazione di una rampa unidirezionale parzialmente sopraelevata all’interno della sistemazione planimetrica attuale.


Secondo la proposta, potrebbe essere la soluzione ottimale per la mobilità dell’intera area, con un modesto intervento di modifica dello stato dei luoghi.

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