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Catania, virus quasi sparito ma un'altra paziente si è “ripositivizzata”

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Catania, virus quasi sparito ma un'altra paziente si è “ripositivizzata”

Di Giuseppe Bonaccorsi

CATANIA - L’Oasi di Troina torna a far preoccupare gli infettivologi. Lunedì si è registrato al Garibaldi il decesso di una ventinovenne disabile proveniente dal centro per disabili dell’Ennese. La ragazza è morta per i postumi di una insufficienza respiratoria tanto che le sono stati effettuati tre tamponi risultati tutti negativi. Da un primo sommario referto la giovane non è morta di Covid, ma per i postumi del Covid che l’aveva colpita oltre un mese fa quando l’Oasi di Troina era al centro di un severo focolaio della epidemia. Quindi la ventinovenne sarebbe morta per i danni severi ai suoi polmoni - già fortemente compromessi dalla disabilità - causati dal virus. La conferma arriva dal primario di Malattie infettive del Garibaldi, prof,. Bruno Cacopardo. «Abbiamo effettuato sulla giovane anche aspirati bronchiali e non abbiamo riscontrato la presenza del Covid». Il professore deduce quindi che i danni provocati dal Covid sulla ragazza le siano stati letali. Cacopardo ricorda che già in passato alcuni esperti pneumologi (a Catania il primario dell’Utir, dott. Sandro Distefano) si erano soffermati proprio sulle conseguenze del virus sui polmoni dei soggetti fragili e già compromessi da precedenti patologie.

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Ma l’Oasi si Troina continua a preoccupare. Anche ieri il centro disabili degli Erei è finito sotto i riflettori per il caso di un’altra disabile ricoverata al Garibaldi. E questo secondo caso preoccupa di più gli esperti perché si tratta di una paziente già infettata e guarita da Covid, ma ieri il suo tampone è risultato nuovamente positivo. Il prof. Cacopardo si mantiene cauto, ma non può non confermare che questo caso preoccupa. «Si tratta - ha spiegato - di una paziente che presenta gli stessi sintomi della ragazza deceduta, ma con l’aggravante che la donna si è ripositivizzata E’ raro che questo possa capitare, ma è il segnale allarmante che in certi pazienti fragili, come quelli dell’Oasi, il rischio di una riattivazione endogena del virus e non di una reinfezione, si può verificare».

I nuovi casi invitano la comunità scientifica a non abbassare la guardia e a mantenere alta l’attenzione. Ma allo stesso tempo, se si rivolge lo sguardo verso la situazione generale della epidemia, gli esperti sorridono per i numeri siciliani. «Da molto tempo non abbiamo più ricoveri – spiega Cacopardo – e aggiungo che stiamo andando col vento in poppa verso la fine del virus in Sicilia».

Sulla stessa lunghezza d’onda è il primario di Malattie infettive del Cannizzaro, dott. Carmelo Iacobello tra i primi in Italia (e il primo in Sicilia) a sostenere che il virus d’un tratto è diventato meno aggressivo soprattutto verso quella categoria di soggetti anziani e fragili che al contrario oggi dimostrano una resistenza al Covid e sintomi blandi. «Da una ventina di giorni non abbiamo ricoveri. L’unica anomalia che riscontriamo è un ritardo nella negativizzazione di alcuni pazienti e una incongruenza tra tamponi prima negativi e poi positivi. Per il resto, ripeto, la situazione è molto positiva. Evidentemente c’è qualcosa nel virus che non può essere cambiata grazie solo al lockdown e all’uso delle mascherine».

Iacobello sposa la tesi del prof. Zangrillo, primario di Rianimazione del S. Raffaele di Milano che ripete da giorni che il virus non è più lo stesso e aggiunge: «C’è un consistente gruppo di clinici che hanno notato questo cambiamento nel virus nei ricoveri che si sono registrati negli ultimi tempi dove il quadro benigno è ormai acclarato anche in soggetti anziani. Ciò non vuol dire che gli epidemiologi non abbiano le loro ragioni nel dire che il virus circola ancora, solo che i fatti dicono che gli ospedali e le rianimazioni sono ormai vuote».

A questo punto Iacobello, come ha già fatto nelle settimane passate, è tornato ad augurarsi che il governo soprattutto quello nazionale stia bene attento nelle riaperture, ma non tra regioni, ma con alcuni paesi esteri. «Ormai è evidente che il virus che circola in tutta Italia non ha più la forza di prima. Quindi porre delle limitazioni alla circolazione dei cittadini nel nostro paese è inutile. Diverso discorso, invece, se ci si riferisce ad alcuni paesi esteri dove circolano ceppi ancora aggressivi. Per questo ha fatto bene il ministro degli esteri Luigi di Maio a dire che le nostre frontiere rimarranno chiuse ai paesi extra Shengen».

Il primario del Cannizzaro ha concluso il suo discorso aggiungendo che alla fine anche nei paesi ancora più colpiti, come Stati Uniti, Brasile ed America latina il Covid-19 tenderà a diminuire la sua virulenza. «In linea di massima tutti i coronavirus si sono comportati in questo modo e tendono a modificare il loro comportamento diventando meno aggressivi. Non vedo perché questo virus dovrebbe comportarsi in maniera differente...»

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