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Tutela ambientale: italiani virtuosi, ma la strada è in salita

Secondo SodaStream, il 36% delle famiglie italiane non acquista più prodotti con un impatto negativo sull’ambiente

Di Redazione

La sensibilità verso l’ambiente è notevolmente cresciuta negli anni e, nonostante la strada per l’optimum sia ancora lunga, la protezione della risorsa idrica da comportamenti inquinanti rimane in cima alle preoccupazioni di molti. 

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Secondo una recente ricerca di mercato di SodaStream, il 36% delle famiglie italiane non acquista più prodotti o servizi con un impatto negativo sull’ambiente e sulla società, mentre il 30% evita merci con imballaggio in plastica. Inoltre, più del 50% delle famiglie italiane si aspetta che le aziende commercializzino packaging riciclabili al 100% oppure realizzati con materiali alternativi alla plastica. 

Tuttavia, è possibile migliorare ulteriormente i comportamenti per limitare l’inquinamento da plastica: basti pensare che ancora il 75% degli Italiani predilige l’acqua in bottiglia per comprendere che di strada da percorrere ce n’è tanta. Tenendo conto che in media ogni singolo cittadino beve più di 220 litri di acqua all’anno, si arriva presto ad un consumo  di circa 11 miliardi di bottiglie. Di queste, ben l’84% è in plastica. Ricorrendo all’acqua del rubinetto e ai gasatori domestici, versatili e sicuramente più sostenibili, è possibile risparmiare fino a duemila bottiglie di plastica all’anno, a famiglia. 

Relativamente ai consumi, gli italiani devono ancora attuare importanti accorgimenti per ridurre gli sprechi. Considerato che per fare una doccia di dieci minuti occorrono circa 100 litri di acqua, è facile comprendere a quanto ammonti lo spreco di acqua durante docce prolungate. Lavarsi i denti lasciando scorrere l’acqua costa fino a 20 litri di acqua, contro i due (che sarebbero sufficienti) chiudendo il rubinetto durante il lavaggio. 

Malgrado queste insane abitudini, secondo la ricerca di SodaStream emerge che gli italiani stiano applicando già alcuni escamotage durante le pulizie domestiche: il 44% fa la lavatrice o la lavastoviglie a carico pieno, mentre il 34% applica filtri frangi-getto ai rubinetti. “Insufficienza” su questo fronte nel Sud Italia: il 9% dichiara di non stare attento al risparmio di acqua, incentivato dal basso costo della risorsa. 

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