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Capaci, è scontro su presenza Salvini a celebrazioni. Fava: «Dovrebbe tacere e prendere appunti»

Di Redazione |

Palermo – Tra le tante polemiche che quest’anno, più degli altri anni, aleggiano sulle celebrazioni per ricordare la strage di Capaci, c’è anche la recente contrapposizione di vedute tra la sorella del magistrato ucciso dalla mafia, insieme alla moglie e ai tre agenti della scorta, Maria Falcone e il presidente della Commissione regionale antimafia Claudio Fava. Quest’ultimo fa sapere, con un post su Facebook, che domani non parteciperà alle celebrazioni in aula bunker ma si limiterà a recarsi a Capaci sul luogo dell’eccidio. E spiega: «Hanno trasformato il ricordo del giudice Falcone nel festino di Santa Rosalia. Al posto dei vescovi e dei turibolanti che spargono incenso, domani ci saranno i ministri romani, gli unici che avranno titolo per parlare (con la loro brava diretta televisiva) e per spiegarci come si combatte cosa nostra. Cioè verranno loro, da Roma, per spiegarlo a noi siciliani, a chi da mezzo secolo si scortica l’anima e si piaga le ginocchia nel tentativo di liberarsi dalle mafie». «Fossi io la sorella di Giovanni Falcone avrei chiesto a Salvini di venire e di tacere. Di ascoltare e di prendere appunti». 

“Queste sono beghe di piccola entità. I ministri vengono, come sono venuti ogni anno, a prescindere dal governo. Rappresentano il momento in cui lo Stato è presente e questo non può non esserci”, risponde Maria Falcone, presidente della Fondazione Falcone, che da 27 anni porta avanti il ricordo del sacrificio del fratello e delle altre vittime di quella strage avvenuta per mano della mafia. “Non c’è nessuno che viene a parlare – sottolinea Falcone -. I ministri ci sono perché devono esserci, rappresentano lo Stato che viene a commemorare i suoi caduti, i caduti della Polizia”. Per quanto riguarda la scelta degli interventi, la sorella del giudice precisa che è stata operata dalla Rai che cura la diretta e taglia corto: “Se Fava vuole andare a Capaci, mi fa piacere. Ognuno fa ciò che vuole”.

«Il 23 maggio si rende onore non solo a mio fratello Giovanni, a sua moglie Francesca Morvillo a Paolo Borsellino e agli eroici agenti delle scorte, ma anche a tutti gli altri uomini e donne delle istituzioni che hanno sacrificato le loro vite per tutti noi. Il mio augurio è che nessuna polemica sporchi le celebrazioni in ricordo delle stragi di Capaci e Via D’Amelio. È fondamentale che quel giorno, come accade da 26 anni, le istituzioni confermino con la loro presenza l’impegno dello Stato a portare avanti gli ideali a cui Giovanni Falcone ha dedicato la sua vita fino all’estremo sacrificio». «E’ importantissimo che tanti cittadini testimonino, partecipando alle manifestazioni, che la Sicilia rifiuta a viso aperto la mafia – aggiunge Maria Falcone -. Niente deve incrinare l’entusiasmo e la gioia delle migliaia di bambini e ragazzi delle scuole di tutta Italia che vengono a Palermo e che vivono questo appuntamento come il coronamento di un anno di studio e di impegno sui temi della legalità e della democrazia. Il 23 maggio è soprattutto per loro». 

In queste ore anche il presidente della Regione, Nello Musumeci ha comunicato che anche lui, così come Fava, non andrà nell’aula bunker. «Domani dolorosamente non andrò nell’aula bunker per la prima volta. Mi dispiace per la signora Falcone. Le polemiche sono tante, c’è troppo veleno, c’è troppo odio e tutto questo non suona al rispetto della memoria del giudice Falcone e dei poveri agenti della scorta». COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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