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Politica

Regionali, il presidente Musumeci traina il centrodestra

Il governatore siciliano valore aggiunto dell’attuale coalizione di governo che avrebbe il 50,3% col centrosinistra (dove Chinnici è la preferita) al 36,5%

Di Giuseppe Bianca

Non è ancora tempo di voto, ma è già ora di rilevazioni di consenso, gradimento e notorietà. Secondo quanto emerge da un sondaggio dell’Istituto Noto commissionato da Italpress e diffuso ieri, nella corsa per Palazzo d’Orleans e le prossime Regionali, il centrodestra sarebbe al momento in netto vantaggio sul centrosinistra, ma, a sentire il responso demoscopico, gli esiti del voto andrebbero posti in relazione con la scelta del candidato presidente. Il governatore uscente Nello Musumeci rappresenterebbe un valore aggiunto per la coalizione  generando uno scarto leggermente superiore rispetto all’ex presidente del Senato di Fi Renato Schifani. A pronunciarsi è stato un campione di mille persone che si sono espresse con le proprie intenzioni di voto anche sulle liste: il 50,3% ha indicato il centrodestra, il 36,5% il centrosinistra; al 2% Italia Viva e Verdi-Europa Verde, all’1,5% Azione e Più Europa. 

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A bocce ferme e secondo questa prima indicazione in una competizione al momento solo teorica e virtuale con ipotetici candidati del centrosinistra la bilancia penderebbe  dunque dalle parti del centrodestra: Caterina Chinnici, parlamentare europeo, la più forte della coalizione; Giuseppe Provenzano, vicesegretario del Pd; Giancarlo Cancelleri, sottosegretario alle Infrastrutture del M5S; e Claudio Fava, deputato dell’Assemblea regionale siciliana, che proprio nei giorni scorsi ha ufficializzato la propria intenzione di “scendere in campo”, partirebbero con un “gap” da colmare nei confronti degli antagonisti. Misurati secondo questa prima indicazione anche i livelli di fiducia e conoscenza di alcuni leader siciliani di entrambi i raggruppamenti. Gli esponenti che riscuoterebbero maggiore fiducia sono Chinnici, al 55%, seguita da Musumeci (51%) e da Schifani (50%). In quarta posizione Provenzano (40%). Poi il presidente dell’Assemblea regionale, Gianfranco Miccichè (34%), Cancelleri (33%), Fava (32%), Nino Minardo, segretario regionale della Lega (30%), e il parlamentare europeo Raffaele Stancanelli (20%).

Per quanto riguarda i più conosciuti, sempre secondo il sondaggio Noto, è un testa a testa tra Musumeci (92%) e Schifani (91%), seguiti con l’87% da Miccichè. Più distanti i leader del centrosinistra, con Fava (78%) che precede Chinnici (76%). Quindi Provenzano (42%) e Cancelleri (40%).

Scenario più composito invece per quel che concerne le intenzioni di voto alle liste che mettono insieme la percezione dei radicamenti nei territori e l’impatto dei simboli. In testa c’è il Pd con il 17%, quindi Fratelli d’Italia e M5S con il 15% e Forza Italia con l’11%; seguono Diventerà Bellissima (9%) e Lega (8%), quindi Noi con l’Italia (3,5%), LeU (2,5%), Italia Viva e Verdi (entrambi al 2%), Azione e Più Europa (ciascuno all’1,5%) e Coraggio Italia (1%). Altri partiti di entrambi gli schieramenti totalizzano il 5%. 

Soddisfazione è stata espressa da Giusi Savarino (Db) e non solo per l’apprezzamento sul presidente della Regione uscente Musumeci «il dato che ci conforta di più - ha detto - è la crescita consolidata di #diventeràbellissima sondato al 9%, che premia il nostro lavoro in Ars e sul territorio», commenta l’agrigentina salutando favorevolmente quasi la doppia cifra attribuita dal sondaggio.

Quanto inciderà questo primo step di consultazione e cosa potrà spostare nel sottile gioco di attesa e nella guerra di posizioni da qui alle prossime settimane lo si vedrà a breve. Sicuramente, nel giorno in cui il sindaco di Messina, Cateno De Luca, annuncia la data delle dimissioni il prossimo 5 febbraio, il partito che vuole il bis di Nello Musumeci incassa una prima cambiale di fiducia. Le altre devono ancora arrivare. 
 

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