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Primarie, lo strano caso di Pachino: sciopero nel Comune sciolto per mafia

Di Mario Barresi |

CATANIA – Nel penultimo comune più a Sud d’Italia ieri non c’era alcun gazebo. A Pachino dirigenti e militanti, «quelli che lo mantengono vivo nei territori e si spendono per le campagne elettorali», ieri hanno inscenato lo “sciopero delle primarie”. Ma perché rovinare (e rovinarsi) la festa? La radice di tutto è lo scioglimento del Comune per mafia, lo scorso 14 febbraio. «La nostra comunità, per noi, ha subito un’ingiustizia», spiegano i dem pachinesi, denunciando «il paradosso di vedere sciolta per mafia un’amministrazione non mafiosa e, anzi, eletta come chiaro segnale popolare contro la mafia».

Il decreto del Viminale, motivato da «forme di ingerenza della criminalità organizzata», è arrivato dopo la relazione della Prefettura di Siracusa. Tutto come da prassi. Ma i dem non ci stanno, «perché le storie politiche e personali dei consiglieri, degli amministratori e del sindaco del Pd, Roberto Bruno, sono da sempre e in modo riconoscibile, dalla parte della legalità e di un’ antimafia quotidiana».

E allora perché prendersela col partito? Che colpa ha il Pd se il Comune è oggi governato da una triade di commissari prefettizi? «In questa vicenda si intrecciano tante componenti, anche di bassa politica locale, ma qui – dicono dirigenti e militanti dem – vogliamo far emergere quella che riguarda il nostro partito». Perché «è Giuseppe Lumia, parlamentare del Pd e nome storico dell’Antimafia (fra gli indagati del sistema Montante, ndr) che per ben due volte ha sollecitato il ministro dell’Interno a indagare sull’amministrazione del Pd guidata da Bruno». Un’attività che rientra nella libertà di esercitare il proprio mandato parlamentare.

«In due interrogazioni, nel 2016 e 2018, Lumia denuncia un tentativo della mafia di entrare nel Comune di Pachino, con un candidato a sindaco e due consiglieri. Questo candidato viene sconfitto al ballottaggio proprio da Bruno e dal Pd: eppure Lumia, quel candidato a sindaco, a suo dire “gradito alla mafia”, lo ha sostenuto pubblicamente, con interventi e comizi», è la denuncia (forte) dei dem locali. «Poteva non sapere, Lumia, ex componente della commissione antimafia, che questi candidati, erano appoggiati dalla mafia, come egli stesso argomenta per chiedere inchieste su Pachino?».

Sarebbe una questione personale con l’ex senatore se non fosse che «su questa sconcertante vicenda non abbiamo registrato alcuna reazione da parte dei nostri rappresentanti istituzionali provinciali, regionali e nazionali».

Da qui la scelta dello sciopero delle primarie. «Perché il Pd da Roma a Siracusa non è intervenuto nella comprensione di questa vicenda, a cominciare da un chiarimento sul ruolo di Lumia? Il Pd vigila abbastanza sul confine tra mafia e antimafia? Il nostro partito sostiene le sue amministrazioni nei territori più difficili, ne conosce ed assimila le esperienze , le difende se occorre?». Tutte domande, finora, senza risposte. «Ma le chiederemo al nuovo segretario del partito – assicurano i dem di Pachino – chiunque esso sarà».

Twitter: @MarioBarresi

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