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SERIE C

Catania, c’è un centrocampo da inventare: le alchimie di Zeoli per sostituire gli assenti Peralta, Zammarini, Sturaro e Tello

Emergenza domenica a Sorrento per i rossazzurri: in mediana solo 3 giocatori di ruolo

Di Giovanni Finocchiaro |

Quattro assenti a centrocampo, tre uomini di ruolo. Un’emergenza così, il Catania non l’aveva mai vissuta in questa stagione. Anche perché a restare fuori dal rettangolo, nella sfida in calendario domenica a Sorrento, saranno uomini che potenzialmente avrebbero potuto coprire un ruolo da titolare.

I due più in forma del momento, Peralta e Zammarini, rischiano di saltare anche l’ultima della stagione regolare, in casa contro il Benevento. Un bel guaio che il tecnico Zeoli – fautore del riscatto di Peralta che con la sua guida stava cominciando a dimostrare tutto il suo valore – ha dovuto fronteggiare già nel confronto col Messina, perdendo Zammarini nel riscaldamento, poi è stato costretto a sostituire Peralta prima dell’intervallo.

Assenze di lungo corso

Non è una novità, invece, l’assenza prolungata di Sturaro e di Tello. Il primo sembrava potesse rientrare contro il Messina, ma rischia di non essere neanche a Sorrento. Forse all’ultimo istante Zeoli lo porterà in trasferta, ma non certo per sostenere una parte consistente di una partita in cui servono punti per certificare l’uscita dalla zona play out. Sturaro avrebbe dovuto rappresentare il perno di una squadra che, al momento del suo arrivo durante il mercato di gennaio, aveva bisogno di un leader. Al di là del lavoro, ammirevole, nella vita quotidiana del gruppo, manca il suo apporto in campo. Appena sei gare in campionato, troppo poco per incidere in maniera evidente nel percorso salvavita dei rossazzurri. Peccato, da leader a oggetto del mistero.

Su Tello abbiamo scritto e letto di tutto e di più e non vogliamo scadere e “cadere” nella trappola di commenti che sconfinano dal perimetro sportivo. Tuttavia dopo un avvio tra i titolari (7 gare di fila dal 2 febbraio) ma senza lasciare tracce evidenti della sua esperienza che s’era spinta anche in serie A, il centrocampista si era reso protagonista – ad Avellino – di un’espulsione addirittura dalla panchina saltando una partita per squalifica. Poi s’è infortunato saltando altre cinque gare per tentare di curarsi. Sul giocatore è stato detto di tutto di più, è chiaro che il comportamento di un professionista che si fa cacciare senza aver giocato lascia di stucco, a dir poco. E se dovesse, miracolosamente recuperare, in che termini potrà dare una mano alla squadra visto che non gioca dal 3 marzo (appena 18 minuti disputati contro il Monterosi)?

Zeoli, in questo caso, è nei guai, ma non si piange addosso, non lo ha mai fatto. Se, come pare, dovesse confermare il 3-5-2, si potrebbe affidare a due esterni – in questo caso Rapisarda e Celli, visto che come se non bastasse anche Bouah mancherà per squalifica – mettendo a centrocampo Welbeck e Ndoj interni, con Quaini a dirigere le operazioni nelle due fasi. Altre soluzioni di ruolo non ce ne sono, a meno che l’allenatore rossazzurro non voglia adattare Cicerelli in mediana, oppure provare a far giostrare Chiricò nel ruolo di esterno. Insomma soluzioni “coraggiose”, ma l’organico per il momento non permette altre divagazioni.

E se, invece, Zeoli volesse provare il 4-2-3-1 allora con Welbeck e Quaini in mediana, potrebbe affidarsi a Chiricò e Marsura (o Cicerelli) esterni, con Cianci e Di Carmine a scambiarsi i ruoli al centro dell’area avversaria.

Altre prove sono previste nelle prossime seduta di lavoro. Una settimana piena, senza impegni a metà percorso, potrebbero permettere ad alcuni acciaccati (Monaco, in difesa, per esempio) di recuperare senza stress e ad altri giocatori di tirare il fiato e programmare nei minimi dettagli tatticamente la sfida fuori casa.

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