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Chantal Ciaffardini: «Meglio le donne struccate e gli uomini truccati»

Di Manuela Messina
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«Ho sempre immaginato Damiano con le lacrime mentre cantava 'Coralinè, sul palco di Sanremo. In un lavoro creativo è importante immedesimarsi nella persona, ed è stato fondamentale per me prevedere le emozioni che avrebbe provato una volta lì, cioè qualcosa di stupendo». Le parole sono di Chantal Ciaffardini, la make-up artist dei Maneskin, che ha avuto l’idea del glitter sugli occhi del leader della band vincitrice dell’Eurovision, alla scorsa edizione del festival. Uno smokey eyes liquido, sofisticato e genderless, che ha saputo rappresentare l’emozione della band e che è diventato subito tra i look più copiati sui social. Ed è stata proprio la consulente trucco di fiducia dei Maneskin a parlare, come ospite, di bellezza «oltre i preconcetti», in un incontro dal titolo 'Non-binary', al Palazzo Giureconsulti nell’ambito della Milano Beauty Week. All’incontro hanno partecipato anche Jonny Carrano e Valentina Carraro, i fondatori della rivista 'The Italian Revè. 
 «Seguire degli artisti significa certamente lavorare sulla loro immagine, ma tutto parte dal rispetto della personalità dell’artista stesso che non è un manichino, ma è un essere umano con gusti, desideri, personalità. Il mio lavoro - ha spiegato Ciaffardini - significa riuscire a interpretare l’evoluzione del personaggio e saperlo guidare o ispirare una volta cresciuta la fiducia reciproca». Secondo Ciaffardini quelle che una volta erano «tendenze», appannaggio di chi stava su un palcoscenico, oggi si liquefanno nella società comune tra i giovanissimi e non solo. 
 «L'immagine dei Maneskin può aiutare un giovane a uscire dagli schemi, e forse a trovare amore negli altri e in se stesso», ha sottolineato. «Le band rivoluzionaria ci sono sempre state, pensiamo a David Bowie e al suo uso del trucco, però adesso, con questo potere che hanno dai social media, possono fare venire la voglia a una persona qualsiasi di provare qualcosa di nuovo, lo smalto che prima non si sarebbe messo». Ed è per questo che, secondo la make-up artist, si assiste a una crescente, e positiva, «normalizzazione» del trucco anche per gli uomini. «Credo che nel 2022 non ci sia niente di speciale nel fatto che un uomo si trucchi, non solo perché la storia ci insegna che da sempre anche il maschio si è truccato, ma perché il make-up è un accessorio, un modo per abbellirsi, agghindarsi, celebrarsi. Quanto faceva scalpore prima mettere l’orecchino? Adesso si vedono uomini con la gonna e questo è grazie alla moda che aiuta tanto le persone comuni a scontrarsi con immagini non convenzionali». E infine: «La bellezza - è il suo messaggio - per me è in continua evoluzione, e per questo va intesa come accettazione di se stessi e del cambiamento». 
 

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