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**Milano: Cassaniti (Aifvs Aps), ‘bene Consiglio di Stato su mezzi pesanti, centrato il problema’**

Di Redazione |

Milano, 27 feb. “L’Aifvs Aps approva la decisione del Consiglio di Stato che ha dato ragione al sindaco di Milano Giuseppe Sala, perché chi ha la responsabilità della gestione del territorio deve avere anche il potere di prendere delle misure per garantire la sicurezza della circolazione, che va ricercata nel rapporto tra uomo-veicolo e strada. È l’approccio del Safe System, consolidato a livello internazionale e contenuto anche nel Piano nazionale della Sicurezza stradale 2030”. Così all’Adnkronos Giuseppa Cassaniti, presidente nazionale Aifvs Aps-Associazione italiana familiari e vittime della strada, commentando la sentenza del Consiglio di Stato che ha respinto i ricorsi contro i provvedimenti adottati nel 2023 dal Comune di Milano per limitare la circolazione dei mezzi pesanti nell’area urbana della città al fine di prevenire gli incidenti mortali di pedoni e ciclisti.

“Il Consiglio di Stato ha centrato il problema -spiega Cassaniti- perché le persone continuano a morire sulle strade delle nostre città, basti pensare che il 73,4% degli incidenti avviene in città. Più volte noi, come associazione, abbiamo scritto e inviato comunicazioni alle istituzioni, non ricevendo alcuna risposta. Questo governo sembra stia cercando di fare qualcosa, e l’auspicio è che ci sarà effettivamente un cambiamento, anche perché non vogliamo e non possiamo permettere che sulle strade si combatta una guerra, di fatto, sottovalutata”. E’ per questo che, “al silenzio a livello centrale, vogliamo opporre un maggiore impegno nei territori nei quali abitiamo, cercando di stabilire una sinergia tra pubblico e privato sociale per raggiungere il nostro obiettivo, che è quello di fermare le stragi stradali, così come prevede anche la risoluzione europea del 2021, ‘Zero morti sulle strade Ue entro il 2050′”.

Proprio in quella risoluzione, si sottolinea che ogni anno sulle strade dell’Ue circa 22.700 persone perdono la vita e circa 120.000 rimangono gravemente ferite. I progressi compiuti per ridurre il tasso di mortalità stradale non sembrano avanzare e, di conseguenza, l’obiettivo di dimezzare il numero delle vittime della strada tra il 2010 e il 2020 non è stato raggiunto (il numero di morti sulle strade è sceso del 36%). “Per quanto ci riguarda -aggiunge la presidente di Aifvs Aps- siamo convinti che per raggiungere quell’obiettivo non dobbiamo necessariamente aspettare il 2050, ma dobbiamo mobilitarci affinché venga individuata al più presto una soluzione”. La sinergia tra pubblico e privato sociale nei territori e nelle città potrebbe essere la chiave: “il motivo è che si tratta di un problema che riguarda ognuno di noi. Finché non ci si renderà conto che non esistono fatalità, ma responsabilità: di chi guida, di chi cammina, ma soprattutto di chi fa, o peggio, non fa in modo di evitare che si creino le condizioni alla base degli incidenti. Fermare la strage stradale e tutelare i diritti delle vittime deve essere una priorità assoluta per uno Stato civile e democratico”.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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