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Milano: pm, ‘Pifferi si divertiva mentre figlia moriva di fame e sete, poteva salvarla’

Di Redazione |

Milano, 12 apr. Alessia Pifferi, accusata di aver lasciato morire di stenti la figlia Diana di soli 18 mesi, ha raccontato tanto “bugie”, a partire dall’aver lasciato la piccola con sua sorella, “per soddisfare i suoi bisogni” per stare con il compagno e nel farlo ha esposto la piccola “a una serie di rischio, di cui solo uno si è concretizzato: Diana è morta di stenti”. E’ uno dei passaggi della requisitoria del pm di Milano Francesco De Tommasi pronto a chiedere il massimo della pena per l’imputata.

E così tra il 14 e il 20 luglio del 2022, incurante “delle temperature altissime” lascia nella culletta, nella sua abitazione a Milano, la piccola Diana e va a Bergamo e per “paura di una reazione del suo uomo” continua la sua bugia. “Avrebbe avuto mille modi per salvare la vita della figlia” sottolinea il pm, ma Diana muore sola e viene trovata dalla donna solo sei giorni dopo. Una volta in casa, “La solleva e la lava, le cambia il vestitino e la ripone all’interno della culla” poi lancia l’allarme chiamando una vicina, ma non c’è più niente da fare. “La bambina non ha avuto acqua e cibo a sufficienza. Lo dimostra l’assoluta assenza di alimenti in casa, escludendo quei due-tre avanzi commestibili presenti nel frigorifero che in ogni caso la bambina non avrebbe potuto prendere perché non autonoma, se escludiamo il baby biberon con un residuo di acqua trovato sul tavolo, se escludiamo il residuo di latte di biberon sul comodino, non c’era nulla che potesse consentire a una bambina di resistere”.

Il pubblico ministero non risparmia dettagli e lo fa usando le parole dei testimoni che hanno visto il corpo senza vita della vittima. “Solo in questo modo riusciremo a prendere atto delle atroci sofferenze di questa bambina, della paura che ha provato, presa dai morsi della fame e della sete che ha avvertito ha mangiato un pezzo di pannolino” svela il pm. Una piccola che “sa solo sorridere e non sa camminare, che ha bisogno di una madre, madre che invece non c’era: era fuori a divertirsi. Allora l’unico desiderio dell’imputata era alimentare la sua relazione amoroso, oggi il suo unico scopo è eludere le conseguenze delle sue azioni di cui è assolutamente consapevole” aggiunge il pm certo che Alessia Pifferi chiederà clemenza alla corte per evitare il massimo della pena.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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