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Rapporto Italia 2024: “L’Italia è al bivio, serve coraggio”

Di Redazione |

Roma, 24 mag. – L’Italia è al bivio in riferimento alle scelte culturali, politiche ed economiche da compiere. Serve coraggio. E’ quanto emerge dal Rapporto Italia 2024 di Eurispes, giunto quest’anno alla 36a edizione. “Siamo, dunque, arrivati ad un bivio, dobbiamo scegliere: adattamento o trasformazione? Patto per la conservazione, o patto per il futuro?”, è il ragionamento del presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara, che apre il rapporto di quest’anno.

“Le crisi obbligano alla scelta e alla decisione”, continua Fara per il quale “il percorso possibile è uno e uno solo: trasformazione, più precisamente trasformazione sistemica, indicativa della capacità di un sistema di rigenerarsi, bloccando ed evitando per tempo ogni possibile processo involutivo di regresso” perché “l’Italia, nonostante le sue gravi difficoltà, ha le risorse umane, culturali ed economiche per uscire da una crisi sempre più sistemica e multidimensionale”.

Il bivio riguarda anche l’impatto dei cambiamenti climatici, la riorganizzazione del sistema di welfare, gli effetti di medio e lungo periodo dei cambiamenti demografici, dei flussi migratori, dell’inclusione sociale, delle modifiche strutturali nel mondo del lavoro e dell’istruzione, il contributo che il nostro Paese può dare a livello internazionale per la costruzione di un nuovo ordine multilaterale.

Tre le possibili vie d’uscita individuate. La prima, “ritornare alla centralità dell’uomo. Oggi, si parla in filosofia di nuovo umanesimo di fronte alla potenza delle tecnologie e alle accresciute incertezze del futuro che ci attende. Di fronte alla complessità odierna, vogliamo dare, attraverso le parole del sociologo Edgar Morin, un’indicazione chiara, al pari di un imperativo categorico: ‘Per l’uomo è tempo di ritrovare se stesso'”, dice il presidente Eurispes.

La seconda, “ripensare i sistemi avanzati secondo criteri di redistribuzione della ricchezza”, per la creazione di un sistema più equo delle risorse e del benessere all’interno delle nazioni. “Una tassa del 2% sui super-ricchi ridurrebbe le disuguaglianze e raccoglierebbe risorse fondamentali per la crescita delle nazioni”, suggerisce Fara. Terzo, “collocare l’educazione, insieme all’educazione ai media e alle nuove tecnologie, come elemento portante delle economie in termini di capacità di produzione di ricchezza”.

In ultimo, un appello alla comunità di studiosi, scienziati, filosofi, economisti, teologi, storici, tecnologi, insieme alla politica e ai cittadini, di contribuire ad una riflessione collettiva e condivisa, trasversale e multidisciplinare, “per immaginare e stilare un nuovo ‘Patto per il Futuro’ che veda protagonista della trasformazione la società nella sua interezza”.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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