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Vento, afa e roghi: Sicilia in fiammema mezzi e uomini scarseggiano

Vento, afa e roghi: Sicilia in fiamme ma mezzi e uomini scarseggiano

Da Palermo a Catania, in fumo ettari di macchia mediterranea e di sterpaglie secche. Chiusa per precuaizione l’A19. Ed è polemica per l’esiguità dei velivoli antincendio della Regione

Di Redazione |

PALERMO – Giornata di roghi in Sicilia. Il vento di scirocco e le alte temperature stanno favorendo il proliferare di incendi, che stanno mandando in fumo ettari di macchia mediterranea. La provincia più colpita è quella di Palermo, dove sono decine le chiamate giunte ai centralini dei vigili del fuoco ed dove è stato chiuso anche un distributore di benzina minacciato dalle fiamme. Un vigile del fuoco è stato colto da malore durante le operazioni di spegnimento delle fiamme. L’uomo è stato soccorso dai colleghi. In allerta la sala operativa della Protezione civile, che ha mobilitato ogni mezzo aereo a propria disposizione. Le fiamme hanno investito il promontorio di Capo Zafferano nel territorio di Santa Flavia, distruggendo ettari di vegetazione e minacciando diversi villini. Fiamme anche a Carini, Villabate, e Casteldaccia. A Santa Cristina Gela in azione un canadair per domare un rogo che sta interessando una vasta zona alle porte del comune. Incendi anche a Termini Imerese, in contrada Chiarera. Anche qui le fiamme stanno minacciando diversi villini. E sempre per un incendio l’autostrada A19 «Palermo-Catania» è stata chiusa al traffico tra Termini Imerese e la zona industriale. In provincia di Ragusa, invece, le fiamme hanno investito una vasta area a Chiaramonte Gulfi, in contrada Picciotto. Mentre nel catanese, un incendio sta mandando in fumo una pineta a Nicolosi, dove un camping è stato evacuato. Sul posto insieme ai vigili del fuoco sta operando il personale della forestale. La zona viene sorvolata da un elicottero della protezione civile. Roghi anche in provincia di Caltanissetta, dove un incendio sta distruggendo decine di ettari di bosco in contrada Ficari, a Mazzarino. Sul posto anche qui sta operando un canadair della Protezione civile. Anche a Pantelleria sono divampati roghi che minacciano i boschi più belli dell’isola, come quelli di Monte Gibele. Il sindaco Salvatore Gino Gabriele ha lanciato un appello: «Mandateci un Canadair altrimenti l’isola brucerà tutta». POCHI MEZZI Ma mezzi e uomini antincendio scarseggiano. Proprio ieri il capo della Protezione civile nazionale, il prefetto Franco Gabrielli, aveva espresso tutta la sua preoccupazione perché «la flotta regionale è ancora con zero elicotteri» e la Sicilia «non può contare solo e unicamente sul concorso della flotta aerea dello Stato». Crocetta ha risposto subito a Gabrielli informandolo che «da venerdì saranno in funzione 7 elicotteri per il servizio antincendio e che in settimana verrà convocata una conferenza di servizi servizi con i dirigenti della Forestale e della Protezione civile per esaminare le procedure». Venerdì? Ma la Sicilia già brucia. E come sempre ci si attiva sempre quando l’emergenza diventa insostenibile. Anche i sindacati Fai, Flai e Uila ieri hanno annunciato con enfasi che grazie alle loro pressioni da giovedì prossimo partirà a Catania il servizio antincendio boschivo. Giovedì? Ma l’Isola è in fiamme ora.

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