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“Montante incapace”, ecco perchè gup smonta l’ultima mossa della difesa

Di Mario Barresi - Alessandro Anzalone |

Caltanissetta – Un altro coup de théâtre al processo sul “sistema Montante”. Ieri, in apertura d’udienza a Caltanissetta, la difesa di Antonello Montante (accusato di associazione a delinquere finalizzata, fra l’altro alla corruzione) ha chiesto la «sospensione del processo per incapacità dell’imputato di parteciparvi coscientemente». Gli avvocati Carlo Taormina e Giuseppe Panepinto hanno prodotto una perizia di parte sostenendo «l’incapacità del Montante sin dall’inizio del processo, a partire dalla richiesta, formulata dall’imputato stesso, del rito abbreviato». In subordine, la difesa dell’imprenditore (dal 12 marzo ai domiciliari) ha chiesto una perizia d’ufficio. L’avvocato Taormina, in particolare, attacca i magistrati su Twitter.

Il gup Graziella Luparello ha rigettato le istanze difensive: né sospensione del processo, né perizia super partes. Rilevando che la consulenza di parte non attesta alcunché sulla presunta incapacità, essendo un elenco degli accertamenti medici solo sulla compatibilità delle condizioni di salute di Montante con il regime carcerario. Il gup, nell’ordinanza di rigetto, ha ricordato la «lucidità» e la «consapevolezza» mostrate invece dallo stesso imputato nella richiesta di rimessione (poi rigettata dalla Cassazione), scritta di pugno e firmata da Montante, tali da fugare «ogni dubbio» circa la presunta incapacità. L’udienza è proseguita con una lunga (e utile) testimonianza di Alfonso Cicero, ex presidente Irsap, parte civile e parte lesa, assistito dall’avvocato Annalisa Petitto.

È stata la stessa dott. Luparello a disporre l’esame di Cicero, chiedendo l’origine dei suoi rapporti con Antonello Montante. Cicero ha denunciato in passato i sistemi affaristico mafiosi all’interno delle aree industriali della Sicilia e ha risposto alle domande del giudice in merito ad un incontro che ebbe con il colonnello della Guardia di Finanza, Gianfranco Ardizzone (anche lui imputato in questo processo) al tempo in cui questi era alla guida della Dia di Caltanissetta. Cicero ha riferito che durante l’incontro l’Ardizzone, l’ufficiale attestò il forte legame di amicizia con Montante e dava atto della sua gratitudine all’imprenditore di Serradifalco per il trasferimento ottenuto alla Dia Caltanissetta.

Sempre su domande del giudice, Cicero ha anche riferito di aver in più occasioni, anche durante le indagini sul “Sistema Montante”, inviato link di articoli di stampa inerenti le vicende giudiziarie sull’ex numero due di Confindustria ed altri soggetti, a diversi amici e conoscenti, al pari di come continua a fare tuttora e di come ne riceve a sua volta. La questione sulla quale il giudice si è soffermata, verteva su alcuni link che Rosalia Sanfilippo, moglie di Marco De Angelis (poliziotto, anch’egli imputato), aveva ricevuto e aveva inoltrato a Di Simone e che avrebbe indotto questi ad allertare telefonicamente lo stesso De Angelis (come emerge dalle intercettazioni telefoniche) per richiedergli la prova che tale inoltro era stato effettuato proprio da Cicero sì da poter poi dimostrare al Montante che le persone come la Sanfilippo e lo stesso De Angelis fossero persone fidate e fedeli.

Durante l’esame di Cicero è emerso, su intervento del legale di Salvatore Iacuzzo (ex direttore generale del Consorzio Asi e parte civile al processo contro Montante), della denuncia sporta dallo stesso Iacuzzo a carico di Cicero per diffamazione. Una denuncia scaturita dalla audizione di Cicero in Commissione Nazionale Antimafia, del 2014. Nel corso di quella audizione, Cicero aveva rappresentato molteplici opacità riscontrate nelle aree industriali della Sicilia compresa quella di Caltanissetta ove Iacuzzo era stato direttore generale del Consorzio Asi nisseno per oltre 15 anni.

La dott. Luparello ha annunciato di voler sentire, all’udienza del prossimo 4 aprile, il capo della Squadra Mobile nissena Marzia Giustolisi che ha indagato sul “sistema Montante” e Raffaele Grassi, al tempo al vertice dello Sco.

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