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Catania, movida violenta: rissa e botte da orbi in piazza Scammacca

L'ira del Comitato Bellini: «Ma cosa fanno questore e prefetto?»

Di Maria Elena Quaiotti |

Notte di risse in città: da una parte piazza Scammacca e, dall’altra, via Coppola. Era ampiamente passata la mezzanotte tra sabato e oggi, domenica, quando tra il completo mancato rispetto dell’ordine e della quiete pubblica, ma anche dell’orario di chiusura dei locali previsto da apposita ordinanza, sono andate in scena a poca distanza l’una dall’altra due risse con lo stesso cliché, tra chi si è preso a botte e, tanti, che sono rimasti a guardare, se non a “filmare”.

In piazza Scammacca, piena Ztl (zona a traffico limitato) regolarmente non rispettata da macchine e soprattutto motorini, la “scintilla” è scattata all’interno di un gruppo di ragazzi. Anziché fermarli i colpi sono proseguiti, tenendo in scacco il sonno dei residenti, ma soprattutto la sicurezza di chi magari rientrava o eventuali avventori, il tutto è durato qualche minuto che è però sembrato un’eternità.

Solo dopo sono intervenute due gazzelle dei Carabinieri, posizionate sulla vicina via Pulvirenti. Un’altra rissa nelle stesse ore è stata registrata anche in via Coppola, stavolta i “protagonisti” non sono stati ragazzini, ma adulti.

A denunciare i fatti è stata non solo l’Associazione centro storico (Acs), ma anche il Comitato Bellini, che ha rincarato la dose: «le risse – dice il presidente Salvo Cannata – sono il segnale evidente dell’assenza dello Stato. Una volta i duelli si facevano all’alba, poiché erano vietati e se ti scoprivano potevi essere arrestato. Oggi giovani e meno giovani si sfidano in mezzo a decine di persone e turisti, certi dell’impunità poiché se (e dobbiamo purtroppo utilizzare il dubitativo) qualcuno interverrà sarà comunque troppo tardi, ed a sirene spiegate per avvisare del loro arrivo. Questore e prefetto – è l’ennesimo affondo – dimostrino di avere senso dello Stato dichiarando che non sono in grado di fronteggiare il problema. Ma ci spieghino anche il perché, e subito dopo diano le loro dimissioni».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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