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Catania, l’Università fornisce mascherine ai dipendenti

Di Redazione |

CATANIA – Quindicimila mascherine da distribuire a tutti i dipendenti dell’Ateneo, già analizzate  e certificate dall’Anti-Covid Lab, il laboratorio messo a punto due mesi fa dall’Università di Catania e dai Laboratori Nazionali del Sud (Lns) per la verifica delle qualità funzionali di tessuti destinati alla realizzazione di mascherine e altri DPI.

È il frutto dell’accordo siglato lo scorso 24 aprile tra l’Ateneo e l’azienda produttrice di tessuti Stiltex Group Srl. L’azienda consegnerà il resto delle mascherine previste dall’accordo nelle prossime settimane. Domani, inoltre, un’altra azienda che ha ottenuto la certificazione dall’Anti-Covid Lab, la Fashion Design, consegnerà all’Ateneo altre 4.500 mascherine.

«Una collaborazione – ha commentato il rettore – che dimostra come la ricerca e l’innovazione abbiano un impatto notevole sul territorio anche in momenti complicati come questo».

Stamane al Palazzo centrale, è avvenuta la consegna del primo lotto di 5mila mascherine da parte dell’amministratore e del direttore della società, Giuseppe Nocera e Antonino Nocera, alla presenza del rettore Francesco Priolo, del direttore generale dell’Ateneo Giovanni La Via, del delegato alla Ricerca Salvo Baglio, dei delegati al trasferimento tecnologico Filippo Caraci e Antonio Terrasi, del dirigente vicario dell’Area della Terza Missione Carmelo Pappalardo e del direttore di ricerca dei Lns Giacomo Cuttone che si è collegato in videochiamata anche con il presidente dell’Infn Antonio Zoccoli.

Le mascherine che saranno consegnate ai dipendenti dell’Ateneo hanno superato proprio nelle scorse settimane i rigorosi test dell’Anti-Covid Lab e hanno ottenuto la relazione tecnico-scientifica necessaria per la certificazione dell’Istituto Superiore di Sanità, che include una valutazione sia della traspirabilità (pressione differenziale) che della capacità batterio filtrante (BFE) in combinazione con l’analisi del carico biologico (bioburden).

Altre aziende hanno superato i test o sono in fase di valutazione, e saranno presto convocate per il rilascio della relazione tecnico scientifica e la successiva consegna di altri lotti di mascherine. Le analisi effettuate dal team di lavoro sono servite a verificare la capacità di filtraggio batterico, la traspirabilità e il carico biologico (condizioni necessarie per ottenere un’eventuale certificazione da parte dell’Iss) o come analisi suppletive per individuare mascherine ad uso sociale con elevati parametri di efficienza filtrante. 

Lo scopo principale dell’Anti-Covid Lab, infatti, è quello di individuare e aiutare aziende in grado di produrre mascherine chirurgiche certificabili dall’Iss, ottenendo in cambio un adeguato numero di questi presidi medici da distribuire gratuitamente. Tuttavia, la maggior parte delle imprese che non riesce ad avere gli standard per la certificazione dell’Iss, ha chiesto e ottenuto un supporto tecnico per comprendere come realizzare le cosiddette mascherine per uso sociale, ossia quelle che possono essere commercializzate.

In questi due mesi di attività nella sede del Bio-nanotech Research and Innovation Tower (Brit) l’Anti-Covid Lab – tramite la Ripartizione Trasferimento Tecnologico della Area della Terza Missione dell’Università di Catania – ha avuto circa 250 contatti con aziende, Onlus e altre realtà territoriali, compresi istituti penitenziari (con richieste di analisi su oltre 600 materiali diversi) non solo siciliane, ma anche della Campania, Puglia, Calabria, Lazio, Piemonte, Toscana, Lombardia, Basilicata, Sardegna, Marche, Veneto, Abruzzo e Umbria. A dimostrazione di quanto siano rigorosi i test e di quanto possa essere pericoloso immettere sul mercato prodotti non idonei, la percentuale di tessuti che hanno superato tutti e tre i test previsti dalla normativa vigente è intorno al 2-3 %, mentre il risultato più frequente è che un buon filtraggio batterico è associato ad una insufficiente traspirabilità e viceversa.

 Un lavoro instancabile da parte del team del laboratorio, composto dai responsabili scientifici per le analisi Stefania Stefani (microbiologa), Salvatore Baglio (ingegnere e delegato alla ricerca), Nunzio Tuccitto (chimico-fisico), Stefano Stracquadanio (microbiologo), Giacomo Cuttone (fisico), Alessia Tricomi (fisico e delegata alla cabina di regia della Terza Missione), Filippo Caraci (medico), Antonio Terrasi (fisico) – questi ultimi anche delegati al trasferimento tecnologico – e Carmelo Pappalardo (dirigente vicario dell’Area della Terza Missione).COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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