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L'inchiesta

Catania: stupro di gruppo, Riesame conferma: due in carcere e uno ai domiciliari

Le motivazioni tra 45 giorni.

Di Laura Distefano |

Serviranno 45 giorni per conoscere le motivazioni. Ma intanto il Tribunale del Riesame di Catania ha emesso il dispositivo con cui conferma l’ordinanza di custodia cautelare, due in carcere e uno ai domiciliari, dei tre indagati egiziani accusati dello stupro di gruppo commesso il 30 giugno scorso ai bagni della Villa Bellini del capoluogo etneo. Il collegio, presieduto da Gabriella Larato, non ha accolto i ricorsi presentati dai difensori, gli avvocati Alessandro Fidone e Salvo Ganci, dei tre maggiorenni (su quattro) che hanno scelto di impugnare l’ordinanza dei gip Carlo Cannella. Il giudice aveva accolto la richiesta di convalida del procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e della pm Anna Trinchillo, che hanno coordinato le delicate indagini dei carabinieri. L’egiziano che ha collaborato con la magistratura resta ai domiciliari in una struttura con braccialetto elettronico. I tre si dichiarano estranei agli abusi, dicendo anzi che hanno tentato di aiutare la ragazza ma senza riuscirci.

Gli indagati, in totale, sono sette. Uno dei tre minorenni, dopo il fermo, si è scoperto essere già maggiorenne. Ed è uno di quelli che è ritenuto responsabile materiale della violenza sessuale ai danni della tredicenne. Già per lui il gip ha “riconvalidato” la misura in carcere, dopo quella emessa in via d’urgenza dalla gip dei minorenni. Uno dei legali dei due minorenni ha presentato istanza al Riesame.

Tutti gli indagati sono accusati di violenza sessuale aggravata. Ad assistere agli abusi c’era il fidanzatino che è stato immobilizzato da alcuni componenti del branco. I familiari del ragazzo dopo che la madre è stata convocata sabato dalle forze dell’ordine per ricevere avvisi alla parte offesa, hanno deciso di nominare come legale l’avvocato Eleonora Baratta.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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