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Chiesta condanna per Turi Ercolano, il boss che si cucì la bocca contro i pentiti

Secondo l’accusa, tra il 2018 e il 2019 insieme a dei complici avrebbe offerto protezione al titolare di un autolavaggio in cambio di denaro

Di Redazione |

Durante il maxiprocesso di Palermo divenne celebre cucendosi la bocca con una spillatrice per protesta contro i pentiti. Oggi il 74enne Salvatore Ercolano detto Turi, ex esponente storico di Cosa Nostra, è imputato a Torino per una vicenda di estorsione: secondo l’accusa, tra il 2018 e il 2019 insieme a dei complici avrebbe offerto protezione al titolare di un autolavaggio in cambio di denaro. Per lui la procura del capoluogo piemontese ha chiesto nove anni di reclusione.

Ercolano, cugino del boss Nitto Santapaola, fu tra i condannati del maxiprocesso. A Torino era tornato in libertà dopo aver trascorso in carcere alcuni decenni.In questo nuovo processo, dove è difeso dall’avvocato Salvo Lo Greco, gli viene contestata anche l’associazione di stampo mafioso. Per un secondo imputato, che deve rispondere di una violazione della legge sulle armi (è assistito dall’avvocato Domenico Peila), il pm Paolo Toso ha chiesto il proscioglimento.La sentenza è prevista nelle prossime settimane.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA