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Crocetta: «Macché filmini a luci rosse… È una bufala come quella de L’Espresso»

Di Mario Barresi |

Rosario Crocetta, stavolta la storia è pesante…

«Sono sereno. È una cosa inesistente. Una bufala, il bis del fango per la finta telefonata dell’Espresso. Chiarirò tutto».Quell’intercettazione non si trovò mai. Stavolta è indagato. Lei, dicono i pm, era a disposizione di Montante…«Io feci un accordo politico con Confindustria. La Confindustria della legalità, quella di Lo Bello e Montante, riconosciuta e stimata all’epoca anche da Claudio Fava. Per questo nominai la Vancheri in giunta. La Lo Bello entrò in quota sindacati e poi la richiamai perché di mia fiducia».

L’accusano di aver favorito imprenditori negli appalti.

«Ma quali appalti? Che appalti ha preso Montante? Catanzaro gestisce una discarica da vent’anni e l’unico periodo in cui fu chiusa è col mio governo. Non ho dato appalti a nessuno… E poi chi è questo Navarra? Io manco lo conosco».

In cambio avrebbe avuto circa un milione di finanziamenti in nero per la sua campagna elettorale…

«Ma manco per niente… Io gli imprenditori gelesi li conoscevo, non avevo bisogno che me li presentasse Montante. Per le elezioni ricevetti piccoli contributi, di 5-10mila euro. Tutti tracciabili con regolari bonifici».

L’altra «utilità», per lei, sarebbe la mancata diffusione di un video scabroso sulla sua vita privata.

«Orribili pettegolezzi di chi, come Cicero e Venturi, ce l’ha con me per rancori personali. Io vivo blindato dal 2003: sono scortato, anche in vacanza c’è la polizia con me. Non ho vita privata, figuratevi se mi metto a fare filmini hard. Mi dipingono come una porno star, come se fossi Rocco Siffredi. Ma dov’è questo video? La verità è che non esiste, è una bufala come al solito per denigrare la mia omosessualità».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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