Notizie Locali


SEZIONI
Catania 27°

IL CASO

Due fratelli arrestati per il furto di 7 barche nel porto di Riposto: uno è proprietario di un peschereccio

in un caso hanno anche rubato diverse centinaia di litri di gasolio dal serbatoio di una motovedetta della Guardia Costiera

Di Mario Previtera |

Due fratelli ripostesi, già noti alle forze dell’ordine, sono stati arrestati al termine di una attività investigativa condotta dai Carabinieri della Compagnia di Giarre, in sinergia con la Guardia Costiera di Riposto e con il supporto operativo di una unità dello Squadrone Carabinieri Eliportato “Cacciatori Sicilia”. Il blitz è scattato questa mattina ad Altarello di Giarre e a Riposto, in un complesso edilizio di via Lucio Lupo. I militari si sono presentati a sorpresa nelle rispettive abitazioni dei due fratelli, uno dei quali, si è appreso, proprietario di un peschereccio, in esecuzione di una duplice ordinanza di misura cautelare, emessa all’esito delle indagini – relative al periodo compreso tra luglio e settembre 2023 – che hanno fatto piena luce su almeno setti casi di furto di barche compiuti a Riposto e in una circostanza anche nel porticciolo di Stazzo. Episodio, quest’ultimo, avvenuto il 7 settembre della scorsa estate.

Le indagini che hanno portato stamane all’arresto dei due fratelli ripostesi, hanno fatto luce, su una serie di furti, gran parte dei quali perpetrati nell’area del porto peschereccio di Riposto. In una circostanza, come hanno documentato anche le stesse telecamere di sorveglianza del Circomare posizionate in diversi punti del bacino portuale, hanno immortalato i due fratelli intenti a trafugare diverse centinaia di litri di gasolio dal serbatoio di una motovedetta della Guardia costiera in rada nel porto di Riposto.

Imperturbabili e sicuri di agire indisturbati, hanno prelevato il carburante per “regalarsi” un pieno per il peschereccio. I due fratelli sono stati tradotti in camera di sicurezza, nel comando compagnia dei carabinieri di Giarre, in attesa di essere trasferiti in carcere secondo le disposizioni dell’autorità giudiziaria.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA