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Lavoro, esclusione sociale, povertà: i dati che fanno piangere la Sicilia

Di Redazione |

La Sicilia si colloca al secondo posto, solo dopo l’enclave spagnola della Ciudad Autonoma de Ceuta in Marocco, per percentuale di persone che vivono in famiglie con livello di intensità di lavoro molto basso (23,7%). Nel 2017 la Sicilia ha raggiunto la peggiore performance in Europa per quota di persone a rischio povertà o esclusione sociale (52,1%) e ha anche il primato della quota di popolazione dai 15 anni in su a rischio povertà (41,3%)». E’ quanto si legge nella nota di aggiornamento del Def regionale, approvata oggi dalla giunta Musumeci, riunita a Catania.

«In questo scenario – prosegue il documento – le distanze fra Nord e Sud d’Italia continuano ad ampliarsi e il fenomeno della migrazione giovanile dal Sud al Nord del Paese aggrava le prospettive future. Sul piano del mercato del lavoro risulta che due siciliani su 10 sono lavoratori irregolari, per un totale di 300.000 persone, 215 mila delle quali impiegate nei servizi, mentre in agricoltura i tassi di irregolarità superano il 35%. Il tasso di irregolarità a livello regionale è mediamente superiore di 7 punti percentuali a quello nazionale». 

«Questi dati – si legge nella nota di aggiornamento del Defr – impongono uno sforzo straordinario da parte del governo e dell’amministrazione regionale di elaborazione ed implementazione delle misure di sostegno allo sviluppo, rafforzando il confronto positivo e sinergico con attori istituzionali e sociali». «Impegno – si legge ancora – che in questo primo anno, nel quale si sono dovute affrontare molte questioni lasciate aperte dalla precedente gestione, ha iniziato a dispiegarsi e che entrerà nel pieno nel secondo anno della legislatura». COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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