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Processo “Zeta”, assolto il neomelodico Filippo Zuccaro

Condannati per mafia invece il papà del cantante, il boss Maurizio Zuccaro, che ha collezionato un’altra condanna a 20 anni e il fratello Rosario, una pena di 13 anni.

Di Laura Distefano |

Due sole condanne per mafia, per il resto solo assoluzioni. La prima sezione penale del Tribunale di Catania, presieduta da Alessandro Ricciardolo, ha chiuso in questo modo il processo frutto dell'inchiesta Zeta, che prendeva il nome dall'artista neomelodico Andrea Z (all’anagrafe Filippo Zuccaro e figlio dell’ergastolano santapaoliano Maurizio) che nel 2019 era stato arrestato per poi essere scarcerato dal Riesame. Per lui – difeso dall'avvocato Salvo Centorbi – una sentenza di assoluzione. Il papà boss Maurizio Zuccaro ha collezionato un’altra condanna a 20 anni e il fratello Rosario una pena di 13 anni. I due però sono stati assolti per l'imputazione dell’estorsione all’Ecs Dogana Club, la discoteca al centro dell’intera inchiesta. Il locale sarebbe stato contesto tra santapaoliani (guidati da Rosario Zuccaro, considerato una sorta di longa manus del padre in carcere a scontare diversi ergastoli per la gestione criminale del gruppo di Cosa nostra di San Cocimo) e cappelloti con Massimiliano Salvo 'u carruzzeri. In un summit avvenuto proprio all'interno del locale era presente –  al fianco di Zuccaro jr – anche Giovanni Fabio La Spina, figlio di un ex consigliere misterbianchese. Ma non è bastato questo per una condanna: l'imputato, difeso dall'avvocato Valeria Rizzo, è stato assolto da tutti e due i reati contestati. Tra cui l'associazione mafiosa.  

Dalle intercettazioni e dalle indagini erano emerse altri filoni che avevano portato al rinvio a giudizio Michela Gravagno, ex compagna del gestore della discoteca al porto e considerata una sorta di prestanome di Rosario Zuccaro per il ristorante Pittito di San Giovanni Li Cuti, ormai da tempo con le saracinesche abbassate. Gravagno è stata assolta perché il fatto non sussiste. Assolto con la stessa formula anche Melo Raciti, noto imprenditore catanese e proprietario del Lido Le Capannine. Le motivazioni arriveranno tra 90 giorni. E già per Zuccaro Jr c’è aria di ricorso. Per lui infatti è la prima condanna, anche se è già stato coinvolto in un blitz antimafia. Ma il processo Piramidi è ancora in corso in primo grado.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA