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SeeSicily, la grana dei posti “vuoto per pieno”: la Regione rivuole i soldi indietro. Ma gli hotel: «Obblighi rispettati»

Di Mario Barresi |

E ora, giusto per non farsi mancare nulla, c’è la grana dei posti “vuoto per pieno”. L’assessorato al Turismo rivuole indietro i soldi dagli albergatori che li hanno incassati pur non rendendo «disponibili» i posti letto acquistati dalla Regione per “SeeSicily”. Ma i diretti interessati si ribellano: «Ci vedremo in tribunale».

E all’orizzonte si profila un altro fronte aperto sui fondi Ue che avevano lo scopo di attrarre visitatori (con la formula del “paghi due, dormi tre”) e dare ristoro alle aziende ricettive, in ginocchio per il Covid.Un caso emblematico riguarda un hotel del Palermitano. Cono Antonio Catrini, dirigente generale del dipartimento Turismo, ha chiesto al “Domina Zagarella Sicily” di Santa Flavia (nella foto) la restituzione di 200mila euro, corrispettivo dei 2.352 posti letto acquistati dalla Regione. E ciò «tenuto conto che, ad oggi, non è stato utilizzato alcun voucher dei servizi di pernottamento».

A Catrini risponde, per le rime, il consigliere delegato di “Pk Sicily”. Sebastiano Di Betta esprime «grande stupore», dicendosi ironicamente «certo che nel caso specifico ci vi sarà sicuramente stato un errore nell’inoltro della comunicazione». E richiama l’assessorato ai suoi doveri per “SeeSicily”: ha pubblicato la manifestazione d’interesse, ha invitato le imprese disponibili e, soprattutto, ha firmato un contratto con «l’obbligo di acquistare dalla struttura ricettiva un numero di posti letto pari a tre volte quelli resi disponibili».

Con gli altri impegni: garantire la fruizione dei posti acquistati, riservarne un ulteriore 5% residuo, “riproteggere” i clienti in altra struttura in caso di indisponibilità. «Tantissimi obblighi», scrive Di Betta, a fronte di «uno solo della pubblica amministrazione regionale, assunto con l’acquisto di servizi di pernottamento in favore di una categoria massacrata dal Covid». E dunque lo storico hotel di Santa Flavia sollecita il pagamento (che, diversamente da quanto scrive il dirigente, non sarebbe avvenuto), diffidando l’assessorato: «Se la fattura non dovesse essere saldata entro 10 giorni, saremo costretti nostro malgrado a chiedere alla giustizia di intervenire, affinché si onorino i termini del contratto sottoscritto e si eviti che al danno causato dalla pandemia segua la beffa da parte della Regione Siciliana».

Al di là del contenzioso con la struttura (centinaia quelli destinati ad aprirsi), fra le righe del carteggio c’è un’ammissione implicita del flop di “SeeSicily” rispetto allo scopo per cui il progetto è nato. Il dirigente del Turismo, nominato dal governo Schifani, infatti, nella nota ufficiale va oltre. Parlando del bilancio di un’iniziativa in cui, per Catrini, «residua un significativo numero di voucher non fruiti tale per cui questa Amministrazione non ritiene più attuale e giustificata la spesa per ulteriori servizi». Del resto i numeri, rivelati ieri da La Sicilia, parlano chiaro. Da un lato c’è il progressivo décalage del governo Musumeci rispetto ai fondi a disposizione per i voucher vacanza: dagli iniziali 37,2 milioni a 33,3 per poi finire con 25,3. Dall’altro lato ci sono i riscontri impietosi sull’effetto della misura. Rispetto a oltre 7mila aziende ricettive, soltanto 1.160 partecipanti alle manifestazioni d’interesse dell’assessorato, che ne ha ammesse 1.131 e contrattualizzate 633. Di queste 529 sono state pagate e 104 aspettano ancora i soldi. Un tesoretto di 6,4 milioni di euro per 124.596 posti posti letto “venduti”, dei quali, però, soltanto 17.046 risultano effettivamente occupati da turisti, più altri 442 opzionati e ancora da fruire. Ciò significa che ci sono circa 5,5 milioni incassati dagli albergatori per servizi mai resi.

Ma l’assessora Elvira Amara non si fa abbattere: «La rendicontazione da parte delle strutture ricettive aderenti all’iniziativa si completerà a fine 2023 e, in tal senso, sono fiduciosa che tutte le camere verranno vendute ai turisti, poiché il contratto correttamente prevedeva, all’articolo 4, l’obbligo di restituzione parziale o totale delle somme anticipate, in caso di inadempimento e cioè nel caso in cui non rendessero disponibili i posti letto acquistati agli agenti di viaggio che ne facessero richiesta per la composizione dei pacchetti turistici in favore dei turisti». Per questo Amata pensa di «prorogare la validità dei voucher a dicembre 2023». Un’exit strategy intelligente, forse l’unica per evitare di creare altre falle. In attesa del responso dell’Autorità di Audit della Regione sulla spesa certificata sui voucher. Con almeno 700mila euro, su quasi 3 milioni controllati “a campione”, che rischiano di essere tagliati.Twitter: @MarioBarresiCOPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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