Notizie Locali


SEZIONI
Catania 12°

Nel Palermitano

Strage in famiglia, la vicina di casa: «Quell’uomo mi faceva paura»

La comunità di Altavilla Milicia è sconvolta per il triplice omicidio che sarebbe avvenuto per mano di Giovanni Barreca. Pastore evangelico smentisce partecipazione alla chiesa

Di Redazione |

«È una vita che sentivo l’inferno in quella casa». Così si sfoga alzando il tono della voce con i carabinieri davanti al cancello della villetta di Altavilla Milicia (Palermo) dove sono stati assassinati Antonella Salamone e i suoi due figli una vicina della coppia. La donna parla con gli investigatori, la sua casa si trova a pochi metri dalla villetta dell’orrore dove i Ris dei carabinieri stanno facendo i rilievi. “I bambini non avevano i libri, è possibile che nessuno dalla scuola abbiano segnalato questo disagio?”, dice la donna.

«Giovanni Barreca mi sembrava diabolico, avevo paura di lui. Parlava del diavolo, una volta spense la luce di una madonnina che avevo nel mio giardino, perché diceva che esisteva solo Dio» dice ancora Pascal Ballof, la vicina di casa. La donna ha quindi aggiunto: «Antonella Salamone mi raccontava che il marito, Giovanni Barreca, la picchiava. Lei non stava bene qui, voleva tornare a Novara. Era una persona gentile. Pensavo magari che Antonella un giorno lasciasse il marito e non che facesse questa fine».

Davanti al luogo del delitto si è appreso anche che un uomo sui quarant’anni era stato visto ieri intorno a ora di pranzo nella villetta di Altavilla Milicia (Palermo) dove è avvenuta la strage. La vicina di casa ha poi raccontato agli investigatori di avere visto giovedì scorso i panni della villetta volati per terra e ha chiamato Giovanni Barreca, ma l’uomo non gli ha risposto. E ha riferito che per lei era anomalo perché Antonella Salamone era una donna precisa e non avrebbe mai lasciato panni stesi.L’ipotesi degli inquirenti è che le vittime siano state assassinate almeno 36 ore fa.

Pascal Ballof è un fiume in piena e racconta ancora: «Per Giovanni Barreca i gatti erano il diavolo, me lo scrisse in un messaggio ricevuto col telefonino. Io amo i gatti, a casa mia ne ho settanta. Avevo paura per i miei animali». La donna, di origini tedesche, che vive a Palermo, si è precipitata nella sua villetta ad Altavilla dopo avere appeso stamattina della tragedia. Quando è arrivata ha trovato la porta della sua villetta forzata. «I carabinieri mi hanno detto che sono entrati in casa mia la scorsa notte perché sentivano dei lamenti, ma era la mia gatta in calore – racconta la donna -, ho trovato dentro casa un disastro. Hanno rovistato persino nelle lettiere, quindici gatti sono scappati e non si trovano più. Hanno controllato pure dentro il freezer e si sono insospettiti perché hanno trovato un gatto congelato, è stato l’Istituto zooprofilattico di Palermo a chiedermelo per potere effettuare degli esami e gli ho spiegato che posso dimostrarlo con i documenti».

La donna ha quindi protestato per i danni subiti nella sua villetta. «Mi hanno detto che saranno riparati», aggiunge. Nel giardino della sua villetta la donna ha realizzato una piccola oasi per i gatti che vivono in piccole strutture. «Me ne prendo cura ogni giorno, sono amante di questi animali», conclude.

«Non frequentavano alcuna chiesa evangelica. Facevano incontri privati di preghiera e di letture delle Scritture a casa loro, credo con altre persone. Non avevano, però, un pastore di riferimento. Almeno così mi raccontò Antonella». E’ ancora sotto choc anche Gaspare Basile, pastore evangelico ad Altavilla Milicia dopo il triplice omicidio commesso da Giovanni Barreca, che seguiva la fede evangelica.Basile aveva conosciuto la moglie dell’omicida, Antonella Salamone, perchè frequentava la sua chiesa, poi la donna si era allontanata e i due si erano rivisti in Comune ad Altavilla. Il pastore, ora in pensione, lavorava al Municipio, la vittima faceva le pulizia di tanto in tanto al Comune. “Era una donna mite, amava il signore, credeva nella sua parola – spiega -. La rividi e mi sembrò serena. Mi disse che si riunivano a casa con altre persone per pregare, nulla di più”. Il pastore conosceva l’assassino solo di vista. «Questa mattina quando ho saputo sono rimasto senza parole- racconta -. Noi crediamo nella parola di Dio, predichiamo la salvezza e l’amore, condanniamo la violenza. Quello che è accaduto è lontano mille miglia dal nostro credo».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA