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Catania, centri commerciali deserti: «Ma noi puntavamo tutto su dicembre…»

Di Simone Russo |

SAN GIOVANNI LA PUNTA – Una giornata sicuramente da dimenticare quella vissuta ieri nei centri commerciali. Con il nuovo Dpcm, la galleria commerciale è rimasta chiusa. Una situazione che ha visto un calo drastico delle presenza. Cancellata anche la passeggiata pomeridiana per l’Immacolata. Centri commerciali che dallo scorso marzo ad oggi, continuano a fare fatica a “sopravvivere”.

Con il nuovo Dpcm, tutti i centri commerciali potranno restare aperti solo quindici giorni per lo shopping natalizio. Nei giorni festivi e prefestivi rimango aperti solo i supermercati, le aree food, la farmacia, le edicole e i tabacchi. Tutto il resto chiuso. Ieri, i centri commerciali presenti a San Giovanni La Punta, come gli altri dell’hinterland catanese, hanno registrato un numero bassissimo di ingressi. Un deserto. Ma le spese continuano a esserci e i commercianti, ormai, sono veramente ridotti all’osso. Dicembre è il mese per eccellenza dello shopping. Un mese in cui il commercio la fa da padrone. Quest’anno non è assolutamente così.

A complicare la situazione c’è la poca chiarezza del Dpcm in vigore. Lo dice Emanuele Cocì, imprenditore 33enne che da 15 lavora nel mondo della telefonia e che gestisce diversi punti vendita all’interno dei centri commerciali. «In base a quanto stabilito dal Governo – spiega Coci – abbiamo abbassato le saracinesche. Tante le persone che sono venute e trovandoci chiusi hanno chiesto il motivo. C’è molta confusione nelle comunicazioni nazionali e la gente non sa come comportarsi e cosa fare. Dicembre rappresenta il mese per eccellenza per il mondo del commercio, ma adesso non riusciamo più a quantificare neanche quanto stiamo perdendo a livello economico. Lo scorso mese pensavo che dopo tutti i sacrifici, a dicembre avremmo potuto vedere un po’ di luce in fondo al tunnel, invece nulla. Non abbiamo ricevuto nessun aiuto concreto dallo Stato e mi auguro che da gennaio si possa riprendere una normalità che aspettiamo da tanto, tantissimo tempo. C’è bisogno che qualcuno ci aiuti a ripartire».

A chiedere l’apertura anche molti clienti. Queste chiusure, infatti, hanno fatto riaccendere un dibattito vecchio ormai di anni: la domenica e i giorni festivi, i centri commerciali devono restare aperti o chiusi?

Una domanda a cui nessuno sa dare una risposta in tempi normali, ancora meno oggi che il Covid ha esasperato ogni difficoltà e orientamento.

«Io terrei aperto sempre – dice Michele Vitiello – tutto, ogni giorno. Se qualcuno non vuole andare, semplicemente non vada. Mica se aprono tutto, si è costretti ad andarci. Basterebbe organizzare il lavoro. Chi non vuole non si reca il sabato e la domenica. Prima della luce elettrica, c’erano le candele. Non per forza si deve ritornare alle candele. Prima si viveva benissimo anche senza i cellulari, ma non per forza dobbiamo eliminarli. Nessuno vieta di vivere senza telefonini e con le candele. Si farà una vita libera e senza inquinamento, ma perché le preferenze di qualcuno devono limitare le scelte di qualcun altro? A chi non piacciono i centri commerciali aperti 24 ore? Semplice basta non andarci».

Apertura anche per Gianluca Macri: «I centri commerciali dovrebbero essere aperti con una turnazione – dice – si deve dare la possibilità alle persone che lavorano tutta la settimana di usufruire dei servizi che offrono. Ci sono persone che lavorano 12 ore al giorno, dal lunedì al sabato. Quando dovrebbero andarci se non la domenica? I tempi sono cambiati».

Diversa opinione per Gabriele Chimenti che spiega come «i lavoratori dei centri commerciali sono ingaggiati a consumazione. Motivo per cui queste chiusure le riterrei utili anche dopo il periodo del Covid-19. Altrimenti si trovi una soluzione a turni meno disumani per i dipendenti, così chi ha da acquistare può tranquillamente acquistare e chi ha da riposarsi, si riposa».

«Io sarei per chiuderli nei giorni festivi, a prescindere dal Covid – dice Letizia Maccarrone – le famiglie devono riacquistare la bellezza di fare altro. Esiste la natura, le passeggiate all’aperto, esistono i musei e le mostre. Esiste tanto altro. Anche chi ci lavora ha diritto a vivere la domenica. Si può comprare dal lunedì al sabato, la domenica la reputo una giornata superflua per i centri commerciali».

«C’è, comunque, dell’assurdo – dice Antonino Catania – le gallerie dei centri commerciali sono chiuse, molti negozi, anche cinesi, sono aperti. Sono andato in un noto brand all’interno del centro commerciale per comprare dei coltelli e delle forchette e ho trovato la saracinesca chiusa, sono andato dai cinesi e ho trovato tutto tranquillamente acquistabile. C’è qualcosa da rivedere in questo Dpcm. Dobbiamo aiutare i nostri commercianti e i nostri imprenditori».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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