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Comunità energetiche, il caso di Adrano. Di Mauro: «Incentivi dalla Regione»

L'Iisola scalda i motori, fondi per 105 milioni

Di Giambattista Pepi |

Il costante sviluppo della generazione elettrica rinnovabile, soprattutto da fonte fotovoltaica, eolica e da biomassa, costituisce la base per la realizzazione di sistemi energetici locali di produzione e consumo di energia elettrica. Ma la vera sfida ora è trasformare il mercato elettrico a vantaggio delle comunità locali alimentate da piccoli impianti di generazione.

A raccogliere questa sfida è stato il Comune di Adrano, che è già a buon punto nella realizzazione della Comunità energetica rinnovabile e solidale (Cer), un soggetto giuridico non profit a cui possono aderire volontariamente persone fisiche, imprese e pubbliche amministrazioni, con l’obiettivo di produrre, consumare e gestire localmente energia elettrica da fonte rinnovabile. L’impianto sorgerà in una cava dismessa e avrà una potenza di 1 MW.

Lo stato dell’arte della nascente realtà è stato tracciato nel convegno “Le comunità di energia rinnovabile, un percorso virtuoso per ridurre l’inquinamento”, promosso e organizzato dal Comune di Adrano in collaborazione con la Federazione nazionale delle Energy Service Company, un’associazione che ha favorito la nascita delle Cer, presieduta da Claudio Ferrari.

La nascita della Cer ad Adrano non è frutto di un caso: ha un precedente storico. L’1 dicembre 1981 venne, infatti, inaugurata dall’ex presidente della Repubblica, Sandro Pertini, “Eurelios”, la prima centrale solare a concentrazione al mondo realizzata da un consorzio italo-franco-tedesco del tipo a torre e a campo specchi con una potenza installata di 1 MW, le cui sperimentazioni cessarono nel 1985. «Allora come oggi – dice il sindaco di Adrano, Fabio Mancuso – è il luogo con la maggiore insolazione d’Europa. Partendo da queste caratteristiche climatiche possiamo diventare leader nella produzione di energia da fonte rinnovabile, creare ricchezza nel nostro territorio, tutelando al contempo l’ambiente e aiutando le fasce sociali più deboli».

La Regione siciliana, nell’Azione 2.2.2 del Pr Sicilia Fesr 2021-27, ha reso disponibili fondi per 105 milioni proprio per la creazione delle Comunità energetiche. Con il primo bando pubblicato a fine 2022 ha reso disponibili 5 milioni per promuoverne la costituzione giuridica: hanno presentato domanda 301 Comuni. Con il secondo bando, ancora da pubblicare, saranno assegnati i restanti 100 milioni ai Comuni per la realizzazione degli impianti. Il contributo in conto capitale previsto è pari al 40% delle spese.

L’assessore regionale all’Energia, Roberto di Mauro, ha ricordato che gli incentivi e le agevolazioni ci sono per dare corpo a queste comunità energetiche di auto-consumo, ma bisogna avere le competenze per metterle a terra. «La Sicilia – ha aggiunto l’assessore – non ha riserve sulle rinnovabili. Entro il 2030 come regione dovremmo raggiungere il target di 10,30 GW di potenza installata, mentre attualmente abbiamo autorizzato la realizzazione di impianti per 5 GW. Questo risultato l’abbiamo ottenuto seguendo procedure puntuali e rigorose, evitando mediazioni e speculazioni, dal momento che sono state presentate alla Regione istanze per impianti da rinnovabili per 90 GW».

Per le Cer sono previsti incentivi sull’energia auto-consumata: una tariffa compresa tra 60 euro a MWh e 120 euro a MWh, in funzione della taglia dell’impianto e del valore di mercato dell’energia. Per gli impianti fotovoltaici è prevista un’ulteriore maggiorazione fino a 10 euro a MWh in funzione della localizzazione geografica. È previsto, inoltre, un corrispettivo di valorizzazione per l’energia definito dall’Arera, che vale circa 8 euro a MWh.

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