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Economia

Caro bollette e benzina alle stelle, per le famiglie è un salasso: luce +131% e gas +94%

L’autorità del settore energia ha calcolato la differenza tra anno ed anno

Di Stefania De Francesco

«Insostenibile». E’ la parola ormai strettamente legata al salasso che famiglie e imprese subiscono dagli inarrestabili rincari delle bollette di luce e gas e della benzina, della spesa alimentare e delle materie prime. Aumenti spesso da record, come nella benzina che torna ai livelli del 2012, o della luce che in un anno per le famiglie è più che raddoppiata nonostante gli aiuti del governo. Le aziende vivono in allarme costante: il caro-energia e l’inflazione spingono in alto le stime di probabilità di default per le imprese non-finanziarie italiane, avverte la Cerved Rating Agency, mentre restano «insufficienti e inadeguati» gli interventi straordinari del governo, ribadiscono le pmi assieme alle associazioni dei consumatori sollecitando ulteriori provvedimenti strutturali e non tampone. 

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A palazzo Chigi, si susseguono le riunioni tecniche per la preparazione di un nuovo decreto contro il caro-energia, dopo i 9,5 miliardi stanziati negli ultimi mesi. E venerdì prossimo potrebbe essere il «giorno buono» per un cdm sul tema, dice il leader della Lega Matteo Salvini contando sul fatto che si trovino i soldi. Si parte da 4,5-5 miliardi anche se si conta di racimolare altre risorse. Fra le ipotesi sul tappeto ci sono un’ulteriore sterilizzazione degli oneri di sistema e un potenziamento del bonus per le famiglie meno abbienti, magari allargando un pò la platea ora ferma ad un Isee molto basso. Non è esclusa una messa a punto delle norme sugli extra-profitti contenuti nel decreto Sostegni ter. 

Di fatto i rincari si fanno sentire sulle famiglie. I conti li ha fatti l’Arera, l’autorità del settore energia, che ha calcolato la differenza tra anno ed anno. Nel primo trimestre 2022 ha quantificato un aumento del 131% dell’energia elettrica rispetto allo stesso periodo del 2021 per il cliente domestico (da 20,06 a 46,03 centesimi di euro/kWh, tasse incluse) e del 94% per quello del gas naturale (da 70,66 a 137,32 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse). Aumenti che considerano anche l’aiuto deciso dal governo, senza il quale l’aggravio sarebbe stato maggiore. 

Certo, se avessimo avuto già più fonti pulite i prezzi sarebbero stati più contenuti, osserva Elettricità Futura, la principale associazione del mondo elettrico italiano. Con l'attuale mix (40% rinnovabili sul totale di produzione elettrica), la bolletta della luce «si stima sarà di circa 95 miliardi di euro nel 2022, oltre il doppio rispetto al 2019 in cui è stata pari a 44 miliardi di euro» fa i conti l'associazione. «Se avessimo già raggiunto il target 2030 (72% di rinnovabili ) - spiega il presidente Agostino Re Rebaudengo, in Commissione al Senato - la bolletta 2022 sarebbe pari a quella del 2019 e l’Italia risparmierebbe oltre 50 miliardi nel 2022». 
 Passando ai carburanti, i prezzi della benzina non sono mai stati così alti dal 2012 e i recenti rincari si tradurranno in una stangata da oltre 400 euro annui a famiglia, dicono i consumatori commentando le ultime quotazioni medie diffuse dal ministero della Transizione ecologica che danno la benzina a 1,835 euro al litro e il gasolio 1,708 euro al litro. 

Chiaramente l’impatto del caro energia pesa anche sulle imprese. Alberghi, bar, ristoranti e negozi pagheranno quest’anno una bolletta quasi doppia rispetto alla Francia e tra il 15 e il 20% in più della Germania afferma Confcommercio che chiede quindi con urgenza misure strutturali, fra cui meno dipendenza dalle forniture dall’estero, maggiori sostegni per le imprese più colpite dalla crisi e riduzione dell’Iva su bolletta elettrica e carburanti. I gestori delle pompe di benzina, con la Faib Confesercenti, parlano di «tempesta perfetta» che li costringerà a interrompere il servizio notturno. 

Intanto, per il gas «arriveremo a marzo con dei livelli di stoccaggio in Europa ai minimi storici e quindi sarà una sfida molto impegnativa riportarlo a un livello di 80% che consideriamo quello opportuno per la sicurezza del prossimo inverno» ha detto Stefano Grassi, Capo di Gabinetto della Commissaria europea per l’energia, sempre in audizione al Senato sul caro-energia accennando anche alle tensioni geopolitiche che spingono i prezzi. Per la cronaca, oggi, comunque, è stato in forte calo il gas sulla piazza di Amsterdam, dove il metano è stato pagato 73,1 euro al MWh, -9,5% sul valore registrato nella seduta precedente. A influire sulle contrattazioni le schiarite sul fronte Ucraino e l’accordo tra Unione Europea e Giappone per l'invio di Gnl, il gas naturale liquefatto che raggiunge via nave il Vecchio Continente per essere poi rigassificato e immesso sulle reti nazionali.
 

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