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Niente “salva Sicilia” nel Milleproroghe ma si potrà spalmare debito in 10 anni

Di Redazione |

Per il “salva Sicilia” c’è ancora da attendere. Stralciata dal “milleproroghe” la norma che permetterebbe alla Regione di rateizzare il debito-monstre. Il Consiglio dei ministri, che s’è riunito stamattina, ha però accordato il parere della paritetica Stato-Regioni che permette di spalmare in 10 anni il disavanzo della Sicilia. Dovrebbe andare in pubblicazione in gazzetta entro il 30 dicembre. Si andrà in CdM per norma attuazione il 23 dicembre.

«La norma sul ripiano del disavanzo della Regione Siciliana non poteva andare nel milleproroghe, come proponeva qualcuno in maniera alquanto irrituale», ricorda il ministro del Sud, Peppe Provenzano. Che aggiunge: «La procedura costituzionalmente corretta, condivisa con il Ministro Francesco Boccia cui spetta la proposta, a seguito dell’accordo raggiunto in Commissione paritetica, è un decreto legislativo su norme di attuazione dello Statuto in materia contabile, che sarà varato nel prossimo Cdm, il 23 dicembre».

Infine, stoccata a Palazzo d’Orleas: «Il governo è mosso dalla volontà di aiutare a risolvere problemi che ricadrebbero sui lavoratori e sugli enti locali, che non portano alcuna responsabilità nella gestione dei bilanci regionali, su cui è necessario fare maggiore chiarezza, seguendo il richiamo forte che è venuto dalla Corte dei conti. È necessario riportare il confronto Stato-Regione nell’alveo della più leale collaborazione istituzionale, con la sobrietà che aiuta a risolvere i problemi e non con la propaganda. Il Governo c’è, come dimostra l’impegno centrale per evitare che la Sicilia perda i fondi europei, come dimostra la norma approvata oggi in CdM sul Commissario per le strade provinciali siciliane. Soprattutto c’è lo Stato, anche su questa delicata vicenda del bilancio. Chi ha il dovere di rappresentare le istituzioni dovrebbe impegnarsi a ricordarlo tutti i giorni ai cittadini e forse anche a se stesso».

«La soluzione individuata dal Consiglio dei Ministri per ripianare il disavanzo della Regione spalmando il debito in dieci anni è un atto di grande responsabilità da parte del governo nazionale nei confronti della Sicilia”. Lo dice Giuseppe Lupo, capogruppo del PD all’Assemblea Regionale Siciliana, a proposito del provvedimento che sarà varato il prossimo 23 dicembre dal Consiglio dei Ministri.

«Si tratta – aggiunge Lupo – di un passaggio importantissimo per il percorso di salvaguardia delle finanze regionali. È doveroso ringraziare quanti si sono impegnati per raggiungere questo risultato, ad iniziare dai ministri Francesco Boccia e Giuseppe Provenzano».

«Ci auguriamo che la stessa correttezza istituzionale dimostrata dal governo nazionale possa adesso essere messa in atto da parte del governo regionale – conclude Lupo – avviando un processo che possa portare alla messa in sicurezza del Bilancio regionale e superando sterili ed inutili polemiche con l’esecutivo nazionale».

«Non ci interessa lo strumento normativo, ci interessa la tutela dei soggetti sociali deboli che rappresentiamo. Per questo teniamo a rimarcare che, a prescindere dalle modalità dell’intervento, non consentiremo operazioni che scarichino sulla società i costi di nodi irrisolti e di mancate assunzioni di responsabilità».  A dirlo, il segretario della Cisl Sicilia, Sebastiano Cappuccio, replicando al ministro per il Sud Giuseppe Provenzano secondo il quale il modo migliore per il Governo, di affrontare la questione del disavanzo della Regione, è un «decreto legislativo su norme di attuazione dello Statuto in materia contabile».

In ogni caso, continua il sindacalista, al governo nazionale e a quello regionale «la Cisl chiede di dire con chiarezza, ciascuno per la propria parte, quali risposte intendano dare e quali impegni intendano assumere per dare risposte di prospettiva a una crisi grave, che riguarda il Paese». Il sindacato, aggiunge Cappuccio, valuterà le soluzioni «nel merito e alla luce del necessario confronto».

«Prendiamo atto con soddisfazione dell’intervento del governo nazionale. A questo punto chiediamo al presidente Musumeci di bloccare subito i tagli e di convocarci per definire un vero piano di programmazione e rilancio». Così Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia, dopo l’impegno dello Stato ad aiutare la Sicilia a ripianare il disavanzo, che aggiunge: «Serve aprire subito il confronto per definire un piano che affronti i nodi strutturali e che faccia ripartire l’economia».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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