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il caso epstein

Il principe Andrea paga la Giuffre ed evita il processo per molestie sessuali

Avrebbe versato una somma tra i 5 e i 10 milioni di dollari 

Di Redazione |

Il principe Andrea paga per chiudere il caso con Virginia Giuffre, la donna che lo stava trascinando alla sbarra con l’accusa di molestie sessuali. Il terzogenito della regina ha raggiunto un accordo finanziario per mettere fine ad una vicenda che ha messo in profondo imbarazzo la Corte inglese, e che lo vedeva accusato di abusi su una ragazza allora minorenne con la complicità di Jeffrey Epstein. I dettagli del patteggiamento non sono stati resi noti: la cifra dell’intesa resta 'confidenzialè, anche se nei mesi scorsi alcuni tabloid si erano spinti a ipotizzare, nel caso di un accordo extragiudiziale, una cifra tra i 5 e i 10 milioni di dollari. Il documento depositato alla corte di New York, che mette nero su bianco l’intesa, si limita a parlare di una «sostanziale donazione» all’associazione di beneficenza di Giuffre a sostegno delle vittime di violenze sessuali. 

Con l’accordo Andrea non ammette nessuna delle accuse mosse nei suoi confronti dalla donna che, comunque, «loda per il coraggio» di essersi fatta avanti. Ha «sofferto come vittima di abuso e anche di ingiusti attacchi pubblici. E’ noto che Jeffrey Epstein ha portato avanti per anni il traffico di giovani ragazze. Il principe Andrea si rammarica delle sue relazioni con Epstein» e si impegna «a dimostrare il suo rimorso», sostenendo la battaglia contro gli abusi e le vittime. 

Da Buckingam Palace non arriva nessun commento ufficiale. Anche se, secondo indiscrezioni, dietro l’accordo ci sarebbe proprio il pressing della famiglia reale intenzionata a evitare un nuovo scandalo nell’anno segnato dalle celebrazioni del Giubileo di Platino dei 70 anni sul trono di Sua Maestà. 

Il patteggiamento scongiura un processo pubblico estremamente imbarazzante per la corte britannica e per quel figlio – da molti indicato come il prediletto – della quasi 96enne Elisabetta, già sospeso in questi mesi da ogni incarico ufficiale di rappresentanza della dinastia dei Windsor e privato di recente di titoli, patronati e onori militari. La decisione della sovrana era arrivata qualche settimana fa con un secco, ma tutt'altro che inatteso comunicato, di Palazzo reale. Poche righe in cui si assicurava che il duca di York – 62 anni e un passato con non pochi passi falsi, a cominciare da quelle nozze con la rossa Sarah Ferguson, a dispetto dell’immagine giovanile di coraggioso reduce di guerra – si sarebbe dovuto difendere come un qualsiasi cittadino comune nell’imbarazzante battaglia legale.

Battaglia ora scongiurata grazie a quella 'sostanziale donazionè che verserà alla Giuffre. Una cifra che rimane top secret ma cui probabilmente il Principe dovrà far fronte con i suoi mezzi. La madre e il fratello Carlo avevano infatti lasciato intendere nei mesi scorsi che non avrebbero versato una sterlina per le spese legali legate al caso, attingendo dai fondi dell’appannaggio reale. E si era diffusa la notizia, rilanciata dai tabloid, che Andrea sarebbe stato costretto a vendere il prestigioso chalet sulle Alpi della Svizzera, amato dall’ex moglie Sarah e dalle figlie Beatrice ed Eugenia, dal valore di circa 20 milioni di euro. 

L’intesa consente ora al principe Andrea di voltare pagina rispetto a uno scandalo che lo ha travolto, anche se l’onta non è destinata a sparire. Le frequentazioni con il faccendiere Epstein è infatti un marchio quasi indelebile, anche alla luce del possibile nuovo processo di Ghislaine Maxwell, la complice del milionario morto suicida in carcere e la custode dei suoi segreti, con la quale Andrea ha negato – nonostante le molte foto insieme – una stretta amicizia.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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