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Ucraina, anche la Russia chiude i suoi cieli ai voli europei, stallo nei colloqui di pace e il rublo affonda

Ancora incertezza sull'esito dell'incontro tra la delegazione russa e quella Ucraina. Mosca mette in allerta di combattimento la flotta del Pacifico

Di Redazione |

La Russia ha chiuso il suo spazio aereo ai voli di 36 Paesi. «In conformità con le norme del diritto internazionale – riporta il sito dell’Agenzia federale russa per il trasporto aereo – in risposta al divieto per gli stati europei di effettuare voli di aeromobili civili operati da vettori aerei russi e / o registrati in Russia, è stata imposta una restrizione ai voli dei vettori aerei di 36 stati. I voli da questi paesi possono essere effettuati con un permesso speciale rilasciato dall’Agenzia federale del trasporto aereo o dal Ministero degli Affari Esteri della Russia».

Ecco la lista dei Paesi: Austria, Albania, Anguille, Belgio, Bulgaria, Isole Vergini Britanniche, Regno Unito, Ungheria, Germania, Gibilterra, Grecia, Danimarca con Groenlandia e Isole Faroe, Isola di Jersey, Irlanda, Islanda, Spagna, Italia, Canada, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Finlandia, Francia, Croazia, Repubblica Ceca, Svezia ed Estonia.

Intanto anche la Svizzera, in linea con le chiusure dello spazio aereo in altri Paesi europei, ha chiuso il suo territorio a tutti i voli provenienti dalla Russia e a tutti i movimenti di aerei con identificativo russo, ad eccezione dei voli per scopi umanitari, medici o diplomatici, a partire dalle 15 di oggi. Lo ha annunciato oggi il governo svizzero, al termine di una seduta straordinaria.

I colloqui di pace. Si sono conclusi intorno alle 14 ora italiana i colloqui tra la delegazione russa e quella ucraina al confine con la Bielorussia. Lo ha riferito su telegram il consigliere del ministro dell’Interno ucraino, Anton Herashchenko: "I colloqui tra Russia e Ucraina sono finiti". Non è ancora chiaro quale sia stato l’esito. L'Ucraina ha chiesto il cessate il fuoco immediato e il ritiro dei russi. Ai negoziati presente, su richiesta di Kiev, anche Roman Abramovich, oligarca russo fra i più ricchi, con passaporto anche israeliano.

Nel frattempo i mercati sono in allarme sulle conseguenze delle nuove sanzioni contro Mosca, e mentre Kiev punta a formalizzare la sua richiesta di entrare nell’Unione europea, la forza missilistica e le flotte russe entrano in allerta di combattimento rafforzata.

È passata già la quinta notte di guerra, hanno risuonato le sirene d’allarme, mentre si susseguivano esplosioni, incendi e fughe nei rifugi. Attacchi segnalati su Kiev e Kharkiv, tutti respinti secondo fonti ucraine. Ma bombardamenti ha pure denunciato la Russia nel Donbass. L’esercito russo garantisce che la popolazione può liberamente lasciare Kiev e accusa gli ucraini di usare i civili come scudi umani. Immediata la replica dell’arcivescovo maggiore di Kiev: «Sono loro ad usare gli scudi umani». E mentre sale l'allarme sul numero degli uccisi negli scontri – l’Onu parla di 102 civili morti, tra cui sette bambini, ma il bilancio reale delle vittime potrebbe essere molto più alto – il presidente ucraino Zelensky annuncia la creazione di una nuova unità denominata ”Legione internazionale”, con migliaia di richieste da parte di stranieri: l’italiano Francesco – nome di fantasia per garantire l’anonimato – 35 anni e originario della Campania, fa sapere di aver deciso di arruolarsi ed è in attesa dei documenti per partire.

La Difesa russa ordina intanto alle squadre dei posti di comando della Forza missilistica strategica e alle flotte del nord e del Pacifico di passare all’allerta di combattimento rafforzata, mentre la Nato è pronta a rafforzare la sua presenza nei paesi baltici: telefonata tra il segretario generale, Jens Stoltenberg, e il presidente lituano Gitanas Nauseda. L’ Alleanza, ricorda Stoltenberg, ha già rafforzato la presenza difensiva nella regione baltica ed è pronta a fare di più.

Sul fronte economico, l’inasprimento delle sanzioni contro Mosca a causa dell’invasione in Ucraina mette sotto pressione i mercati, e si registra il balzo di petrolio e gas. Lunedì nero per Mosca con la Borsa chiusa, il rublo cede fino ai minimi storici e la Banca Centrale aumenta il tasso d’interesse dal 9,5% al 20%. Il rosso rimane nei mercati europei dopo la posizione del Cremlino secondo cui la Ue sta «adottando una posizione non amichevole e misure ostili contro la Russia». Pesano, in particolare, società esposte come banche, energia ed automotive. Sul fronte valutario, euro in discesa sul dollaro. E mentre dal board della Banca centrale europea Fabio Panetta sottolinea che dopo lo scoppio del conflitto l’Eurotower deve prendere «decisioni con cautela», perché «il mondo è divenuto più cupo», gli Stati Uniti vietano con effetto immediato tutte le transazioni con la Banca centrale russa.

L’Europa comunque si compatta a fianco di Kiev, e il premier italiano Mario Draghi assicura il pieno e convinto appoggio dell’Italia alle misure europee. La cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari a Kiev nel Consiglio dei Ministri. Ed è in arrivo una norma che, in caso di vera crisi del gas, consenta di usare temporaneamente le centrali a carbone. Stasera per il presidente del consiglio videocollegamento con l’Eliseo con il presidente francese Macron, la presidente della Commissione europea Von der Leyen e il cancelliere tedesco Scholz, mentre in queste ore è in corso un confronto tra le forze politiche di maggioranza e opposizione per definire una risoluzione unitaria da votare domani al Senato e alla Camera dopo le comunicazioni di Draghi, sulla crisi ucraina.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA