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Coronavirus: "Le restrizioni sulla movida agrigentina faranno chiudere molte attività"

Agrigento

Coronavirus: "Le restrizioni sulla movida agrigentina faranno chiudere molte attività"

Di Gaetano Ravanà

"La stretta anti-movida dalla Prefettura di Agrigento con limitazioni su vendita ed orari segnerà la fine di molte attività. Proprio in questa fase di ripartenza, dove in molti stanno provando a riaprire i loro punti vendita, rischia di dare la mazzata finale e portare i commercianti verso il baratro".

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Così Francesco Picarella, presidente di Confcommercio della Provincia di Agrigento commenta i provvedimenti adottati nel Comune di Agrigento e aggiunge: "Chiediamo quindi un intervento da parte del sindaco a favore della categoria, tanto più che ancora una volta ci aspettavamo che tali misure si concertassero con le associazioni di categoria che invece non sono state interpellate. E’ evidente che come Associazione di categoria non ci possiamo permettere di perdere di vista l’obiettivo della sicurezza sanitaria, che rimane una priorità visti i rischi tuttora presenti e, come previsto proprio dalle norme, abbiamo fatto opera di informazione e formazione a tutti gli associati invitando i titolari dei bar e dei ristoranti a rispettare e far rispettare in maniera puntuale le prescrizioni previste dal Protocollo sanitario del settore. Gli esercenti stanno lavorando in una condizione complicatissima di grande difficoltà operativa ed economica, non possiamo permetterci ulteriori restrizioni”.

"Chiusura anticipata dei locali? E’ un clpo mortale all’economica agrigentina”. E’ questo il commento di Giuseppe Di Rosa, leader del movimento “Mani Libere”.

Di Rosa, stando a quanto fatto sapere, asserisce che a convocare il comitato per la sicurezza, sia stato il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto. “Ea presente solo lui – dice Di Rosa. Firetto ha sferrato il colpo mortale all’economia agrigentina. Si tratta di un inutile atto di machismo che penalizza oltremodo la nostra terra. Sia ben chiaro il Covid-19 è stata una pandemia drammatica e devastante ma da noi non è mai stata fuori controllo. Allora perché questo inutile quanto devastante provvedimento? La città ed i commercianti, è il momento che si ribellino, consegnino le chiavi al sindaco ed impugnino il provvedimento, noi siamo al loro fianco. Sindaco, la città è in uno stato comatoso, igiene zero, Servizi essenziali zero, Uffici comunali zero, (forse tutti ancora in Smart comoding), le erbacce dentro le ville ed i giardini cittadini stanno arrivando alle stelle. I commercianti attendono un provvedimento di sgravio delle tasse comunali da noi sollecitato ed invece non arriva nulla, mascherine zero. Cosa sta facendo oltre a chiudere le uniche attività che possono dare respiro all’economia cittadine? Non sarebbe stato meglio regolare e mandare in strada a fare i controlli”.

Le nuove regole dicono: Alcol vietato a partire dalle ore 21 e locali chiusi a mezzanotte. E’ stato deciso questo durante il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto di Agrigento Maria Rita Cocciufa. Comitato al quale hanno partecipato il questore, i comandanti provinciali dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza, il sindaco di Agrigento e il commissario straordinario del Libero consorzio comunale.

“Ad Agrigento – spiega Di Rosa in una nota – da 5 anni, privare è l’unico mezzo che conosce l’Amministrazione Firetto. Ed allora perché? perché continuare a distruggere l’economia Agrigentina con la scusa del Covid-19 in un’isola con contagi vicino allo zero ed una provincia assolutamente fuori dal rischio contagi? Gli agrigentini sono stati bravi, la politica sta continuando ad utilizzare la macchina dell’emergenza, per fare campagna elettorale. Da chi è arrivata la ichiesta di convocazione del comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza? Noi siamo più che certi che è arrivata dal sindaco di Agrigento, unico sindaco presente, la decisione infatti seppure si tratta di un comitato provinciale, riguarda solo il comune di Agrigento, Sciacca, Licata, Palma, Favara, Canicattì e tutti i paesi della movida rimangono aperti e tranquillamente affollati”.

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