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Catania, Trantino: «Io l’anello di congiunzione virtuale tra Regione e Pogliese»

Di Giuseppe Bonaccorsi |

Catania – Siede da alcuni giorni su un poltrona che scotta. L’assessorato Lavori pubblici è uno dei centri nevralgici della vita amministrativa di un Comune, come lo sono quelli del Bilancio e dell’Urbanistica. Ma la grande nuova sfida professionale – oltre ad essere avvocato penalista è stato anche presidente della Camera penale – non intimorisce certo l’avvocato Enrico Trantino chiamato a scelte chiare e forti per il bene della sua città. Lo abbiamo incontrato.

Assessore Trantino la prima domanda è d’obbligo. Quante persone le hanno detto di getto…: «ma cu tu fici fari»?

«Il 99% dei miei amici e dei conoscenti, ma io ritengo che ognuno di noi debba dedicare la propria attività a una città che ha tanto bisogno della forza di tante persone di buona volontà».

Allora dica la verità. Molti sostengono che la sua delega ai lavori Pubblici sia dettata in primis dalla volontà di mantenere un filo diretto col governo regionale di Musumeci per i tanti progetti di riconversione di molte aree del centro, a partire da quelle dell’ex Ove..

«E’ naturale che sia così. Io sono l’espressione di Diventerà bellissima in Giunta e quindi è chiaro che sono l’anello di congiunzione virtuale tra la Regione e l’amministrazione Poglise».

La sua nomina ai lavori pubblici è quindi dettata dalla volontà di avere sinergia di vedute per lo sviluppo della città?

«Esattamente…».

Allora più anticiparci quali saranno i suoi programmi su questo fronte?

«Ancora no perché sostanzialmente non ho ancora preso contezza delle carte, ma soprattutto perché la priorità dell’assessorato in questo momento è quella dei progetti per il Patto per Catania e il Pon che rischiano di perdere i finanziamenti perché le opere devono essere cantierabili entro il 31 dicembre. Gran parte di esse però non lo saranno ma non per inerzia ma per mancanza di organici. Quindi dovremo verificare la situazione esistente e poi cercheremo di lavorare per capire quanti progetti riusciremo a salvare, fermo restando che per quelli che non sono arrivati a una fase che ci consenta di conservare il finanziamento opteremo con la richiesta di una proroga con l’Agenzia per la coesione».

Certo che se si perdesse anche un solo finanziamento sarebbe una sconfitta per tutti e soprattutto per la città…

«Purtroppo facendo i conti con una serie di leggi sul dissesto, di fatto si determina una impossibilità di soluzione. Ad esempio il Comune sino a quando sarà approvato il Bilancio riequilibrato non può far fronte alla mancanza di dirigenti assumendone altri. E allora stiamo cercando anche di ricorrere a forme, chiamiamole così, di amministrazione virtuosa attraverso la collaborazione offerta dagli Ordini professionali che a costo zero sono pronti a spendersi per l’interesse della città. Comunque noi siamo fiduciosi di raggiungere l’obiettivo di non perdere un solo progetto».

Secondo lei quali sono le altre priorità di questa città?

«Priorità Catania ne ha forse migliaia. Ora far ripartire i Lavori pubblici significa dare prospettiva a chi non trova lavoro e dare quindi un po’ di ottimismo a chi in questo momento vive di rassegnazione. I cantieri costituiscono la forma classica di una ripartenza che noi vogliamo cercare di rendere immediatamente palpabile».

Ad esempio i cantieri di Corso Martiri in cui tutto sembra essersi arenato?

«Non appartiene alla mia cultura vendere ottimismo quando non dispongo di informazioni. Ma credo che lì ci sia un problema di inadeguatezza delle cubature originariamente previste rispetto alle possibilità materiali di mettere a reddito queste cubature in ragione del mutato assetto della città… Insomma costruire tutte le unità abitative previste non so se abbia ancora senso… Mi pare che vi siano dei progetti alternativi che si sta provando a mettere sulla carta. Quando avrò più contezza nei riparleremo».

E del waterfront che ne pensa?

«Affronterò il tema e su questo spero di andare avanti con le intese già raggiunte con Rfi. Ho notato quale straordinario parco urbano potrebbe diventare l’attuale deposito di locomotive in piazza Europa…».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA