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Ponte sullo Stretto, il fascicolo della Procura non spaventa Salvini: «Non saranno la sinistra e qualche giudice a fermarmi»

L'esposto depositato da Bonelli Schlein e Fratoianni ha portato all'apertura di una inchiesta a Roma: e l'avvio del procedimento ha fatto scoppiare la polemica

Di Marco Maffettone |

Rischia di giocarsi anche una partita giudiziaria sul futuro del Ponte sullo Stretto di Messina. La Procura di Roma ha formalmente avviato un fascicolo di indagine dopo un esposto depositato una ventina di giorni fa a piazzale Clodio dal deputato di Avs, Angelo Bonelli, dalla segretaria del Pd, Elly Schlein e da Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italia e in cui si chiede ai magistrati di accendere un faro sulla attività di «progettazione e realizzazione» della infrastruttura.

Al momento l’incartamento è stato rubricato come modello 45, ossia senza indagati o ipotesi di reato, e il procuratore capo Francesco Lo Voi lo ha affidato al pool di magistrati che si occupano dei reati contro la pubblica amministrazione.

Le polemiche

L’avvio del procedimento è stato sufficiente a scatenare una violenta polemica a distanza con la Lega compatta a sostenere il progetto e il ministro delle Infrastrutture, Salvini, e dall’altro fronte i leader dell’opposizione. «Il Pd e la sinistra sono contro le opere pubbliche, il lavoro e lo sviluppo del Paese. Si dimostrano nemici dell’Italia – l’accusa del Carroccio – Le loro minacce non ci fermeranno. Continuiamo a lavorare per sbloccare e completare tutte le opere ferme da troppo tempo».

Rincara la dose lo stesso capo del dicastero. «Finché mi fate fare il ministro vado in ufficio per fare le opere pubbliche che servono a questo Paese e non saranno la sinistra, qualche giudice o qualche giornalista di sinistra a farmi paura», dice Salvini.

I firmatari

Dal canto loro due dei firmatari della denuncia, Bonelli e Fratoianni, tornano ad attaccare il leader della Lega. «Ministro, il ponte non è un diritto, è solo una tua esigenza politica – taglia corto il co-portavoce di Europa Verde e deputato di Avs-. I diritti che chiedono gli italiani a gran voce sono quelli di avere ferrovie che funzionano, una sanità che funziona, scuole che non vadano a pezzi, costruire depuratori (quelli che mancano al sud)».

Per il segretario di Sinistra Italiana «Salvini, e con lui la Lega, reagisce con troppo nervosismo alla notizia dell’apertura dell’inchiesta. Noi abbiamo soltanto chiesto una cosa semplice e sacrosanta che ci sia piena trasparenza su una grande, gigantesca opera come il Ponte». Italia Viva critica invece chi ha promosso l’esposto perchè è un metodo che «evidenzia la debolezza e la povertà di argomentazioni tecniche di chi li presenta».

La denuncia

Nelle nove pagine di denuncia su cui i pm della Capitale sono chiamati ad indagare, i denuncianti chiedono chiarezza sul perchè la Società Stretto di Messina Spa abbia «ritenuto di non rendere pubblici documenti fondamentali per l’entità del progetto e le procedure». In particolare nell’atto d’accusa dei tre leader dell’opposizione si afferma che la società «ha opposto più volte diniego alle richieste di fornire» ai denuncianti «sia la relazione di aggiornamento al progetto, che l’atto negoziale, nonostante un componente del comitato scientifico avesse pubblicamente affermato di aver reso pubblica la suddetta relazione».

Per i parlamentari il rifiuto «della SdM Spa, che con il Decreto viene costituita quale società in house, di consegnare documenti espressamente previsti dal decreto impedisce di esercitare un diritto ed un’azione di controllo e verifica. La SdM Spa si è rifiutata di consegnare l’atto negoziale che consentirebbe di verificare in quanto tempo la società Webuild ha raggiornato un progetto complesso, vecchio di 12 anni».Gli inquirenti dovranno ora decidere i prossimi passi dell’indagine: affidare delega alla polizia giudiziaria e procedere ad eventuali iscrizioni nel registro degli indagati.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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