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Chiaramonte, l’amministrazione comunale nel mirino dei sindacati: “Che fine ha fatto il salario accessorio del personale dipendente?”

"Hanno sofferto in prima persone le criticità economiche e finanziarie dell'ente ricevendo solo lo stipendio base"

Di Redazione |

Le segretarie provinciali di Fp Cgil, Uil Fpl, Cisl Fp, Diccap Cse e Silpol intendono partecipare tanto all’Amministrazione comunale quanto all’Osl le pressanti richieste del personale dipendente, sottoponendo “il tema dell’ormai dimenticato salario accessorio del personale dipendente – è scritto in una nota – propongono al fine di invertire la rotta fin ora percorsa che sia convocato un tavolo tecnico congiunto necessario per avere un preciso cronoprogramma del pagamento delle spettanze, quindi avere tempi certi per il recupero definitivo degli arretrati”.

“È innegabile, infatti, che i lavoratori del Comune di Chiaramonte Gulfi – dichiarano Nunzio Fernandez, segretario generale della Fp Cgil di Ragusa, Sandra Farruggio della Cisl Fp, Francesca Novello della Uil Fpl, Raffaele Causarano del Diccap Cse e Antonio Fiorenza del Silpol – soprattutto nell’ultimo biennio, hanno sofferto in prima persona le criticità economiche e finanziarie del Comune, ricevendo, fatta eccezione per parte degli emolumenti per lavoro straordinario, solo lo stipendio base. E’ giusto ricordare che i vigenti contratti collettivi nazionali, assicurano ai dipendenti anche un salario accessorio che, nel caso delle indennità di legge collegate alla normale prestazione erogata, in altri contesti, funge da stimolo per la produttività e l’efficienza degli stessi, ma anche da corollario esigibile alla prestazione principale resa. Ai sindacati risulta infatti che per i diversi istituti contrattuali – tra i quali gli strumenti di premialità connesse alla performance, le indennità di turno, di rischio, reperibilità, maneggio valori, di servizio esterno ecc… riferiti a periodi non recenti (2020 ed a seguire) – non solo non sono stati assicurati il pagamento, ma nella maggior parte dei casi, non sono stati nemmeno adottati gli atti di liquidazione. Ne consegue, che i dipendenti, ad oggi, rimangono in attesa di un salario accessorio di cui non si ha certezza dell’ammontare. L’unica certezza per i dipendenti è quella di aver regolarmente lavorato e di ricevere un compenso, appena sufficiente al fabbisogno delle proprie famiglie”.

Al fine di rendere meglio l’idea, i sindacati evidenziano le poste ancora dovute:

  1. Performance anno 2020 (liquidato, ma non pagato €.89.421,75 DD. A.P. 46/2021) -2021-2022;
  2. Retribuzione di risultato;
  3. Indennità turno, reperibilità – festivi infrasettimanali 2021-2022-2023;
  4. Indennità servizio esterno 2021-2022-2023;
  5. Specifiche responsabilità /Indennità di Funzione 2020-2021-2022-2023;
  6. Indennità Condizioni di lavoro 2020-2021-2022-2023;

“Ogni amministrazione – è spiegato ancora – specialmente se impegnata nel risanamento dell’Ente, non può mettere in fondo alla propria lista di priorità le vicende del personale che costituisce il braccio operativo dell’Ente. Orbene, proprio nell’intenzione di ridare dignità ai lavoratori, assicurando le tutele previste, si sottolinea la necessità di avviare senza ulteriori rimandi il saldo di quanto dovuto e di ristabilire le relazioni sindacali assicurando l’informazione ed il confronto per le materie previste. A tal proposito, spiace evidenziare l’assenza di qualsivoglia preventiva informazione in relazione alla decisione di revoca dell’attribuzione dei buoni pasto. Sul punto si chiede di conoscere se e come l’amministrazione comunale intende assicurare l’attribuzione dei buoni pasto, maturati e dovuti ai dipendenti, prima dell’adozione della delibera di revoca (G.C. n. 100/2023)”.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA