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Filippo Caccamo lo youtuber studente è ora un prof

Due tappe siciliane del suo show: 31 ottobre al Teatro Massimo di Palermo e 1 novembre al Teatro Metropolitan di Catania

Di Simone Russo |

E’ la vera star del web. Filippo Caccamo conta 1 milione di follower tra Instagram, Facebook, YouTube e Tik Tok. Non c’è studente italiano che negli anni scorsi non si sia identificato nel tormentone web «Mai una laurea» lanciato dall’attore e comico Filippo Caccamo e diventato poi spettacolo teatrale. Oggi la situazione si è ribaltata: da studente disperato, Caccamo si è laureato veramente in Scienze dei Beni Culturali con Magistrale in Storia e Critica dell’Arte e nella vita – ironia della sorte – ha iniziato ad insegnare. Il suo punto di vista ora è dietro la cattedra e da quello ha preso le mosse lo spettacolo «Tel Chi Filippo» da lui stesso ideato, scritto, diretto ed interpretato. Show che arriverà anche in Sicilia con due appuntamenti: 31 ottobre al Teatro Massimo di Palermo e 1 novembre al Teatro Metropolitan di Catania.

«Tel Chi Filippo – spiega Filippo – è un progetto a cui sarò legato per sempre. È il tour in assoluto più grande che abbia mai fatto. L’Ariston di Sanremo, tre volte Milano, Verona e tanto altro. Una cosa incredibile. Nasce dall’esigenza di raccontare il mondo della scuola, però in una forma divertente. Anche il titolo indica un tipico milanese. È uno spettacolo che vuole far sorridere in maniera semplice e molto umana. Far vedere che si può ridere del nostro lavoro anche attraverso il collega della porta accanto».

Sul palco porti “La Carla”, “La Vecchia”, “Mimmo”, la “Mad” e tanti altri “colleghi”, come nascono i tuoi personaggi?

Dai colleghi, veri. La Carla esiste davvero. La vera Carla insegna matematica nella mia scuola. Quando viene a vedermi, la indico dal palco e tutti cominciano ad applaudirla. Così come esistono Mario e Mimmo. Esistono tutti, ma li racconto attraverso i loro aspetti comici. Li rendo unici e li racconto a tutti. Osservo molto la quotidianità e tendo a recuperarla. Non sono un battutista, racconto la vita. C’è una grande fame di parlare di scuola e c’è grande voglia di sentire parlare di questi contenuti.

Da studente disperato ad insegnante “comico”. Come mai?

Son passato dall’altra parte della barricata. Ho avuto una grande fortuna, quella di fare il percorso inverso dello youtuber standard. Loro iniziano con qualche video nella cameretta e poi sviluppano il loro percorso. Io, molto prima di approdare sui social, facevo già teatro. Nel 2017 ho iniziato con Zelig Lab ed Eccezzionale Veramente. Dopo ho cominciato a mettere i video sul web, ma ho avvisato tutti che il mio obiettivo era proprio quello di portare le persone a teatro. Il percorso è stato inverso, ma il web ha una forza trainante incredibile.

Sei riuscito a portare in teatro anche il pubblico dei 20enni, come ci sei riuscito?

E’ stata una sfida e l’abbiamo vinta. Anche con il Teatro Nazionale di Milano pensavamo che fosse impossibile. Invece i ventenni hanno proprio risposto bene. Non ho mai avuto particolari problemi di comunicazione con loro, è sempre stato tutto naturale con loro. Ho la fortuna di avere un pubblico variegato. Questo è un grande vanto per me e ringrazio ognuno di loro. A fine spettacolo c’è sempre qualcuno che si avvicina e mi dice che non lavora nel mondo della scuola ma si è divertito moltissimo. Attraverso i miei video sembra di far passare una cosa settoriale, che va bene, ma non è cosi. È uno spettacolo per tutti.

Quanto lavoro c’è dietro un video social da 90 secondi?

I video sono molto impegnativi. Il mio è un pubblico importante ed attento. Non mi segue chi guarda i trapper. È un pubblico molto colto ed esigente. Tutti che parlano di cultura. Devo offrire un prodotto molto curato. Faccio tutto da solo ma con grande passione. Si rischia di diventare un’impiegato della comicità e non va bene. Sono molto legato al momento. Adesso sto traendo molto dai momenti live.

Sei protagonista sui social, in teatro, al cinema ed in tv. Dove ti sei più “a casa”?

Teatro, assolutamente in teatro. E’ magia. Come diceva Gaber, anche io faccio parte del partito teatrante. È una fede. L’odore del palco, l’applauso del pubblico, gli attimi prima di salire in scena. È magia. L’emozione che provo adesso è la stessa di quella che ho provato la prima volta che sono salito su un palco. Uguale. Come il teatro non esiste nulla al mondo.

Gli ultimi due anni sono stati catastrofici per il mondo della scuola e drammatici per il mondo dello spettacolo e della cultura. Come vedi lo “stato di salute” del pubblico italiano. C’è ancora voglia di ridere?

La gente ha proprio voglia di ridere. Abbiamo sentito un grande contraccolpo. Adesso la gente ha proprio voglia di partecipare agli eventi e siamo fortunati di esserci in questo momento storico. Dopo due anni di stop la gente va a vedere qualsiasi cosa. La sfida sarà mantenere questa linea, offrendo degli spettacoli variegati e di qualità. Non parlo del mio spettacolo ma dell’arte in genere. Ci sarà bisogno di tenere un livello molto alto per gli spettacoli ben strutturati. Mi auguro che l’esasperazione che abbiamo vissuto nel mondo del teatro diventi virtuosa e resti nel tempo.

Tel Chi Filippo! approderà anche in Sicilia, qual è il tuo rapporto con la nostra isola?

Sono innamorato della Sicilia. Sono originario di Reggio Calabria ed ho dei ricordi pazzeschi in Sicilia. Sono andato a Messina a presentare il mio romanzo dicendo a me stesso che non sarebbe venuto nessuno, invece ho trovato una accoglienza ed un calore incredibile. Non lo meritavo e non lo merito. Ad attendermi c’era un pubblico attento e preparato. Il pubblico siciliano è uno dei pochissimi pubblici preparati. Sa cosa va a vedere. Inoltre sono molto amico con Roberto Lipari che mi ha anche chiamato l’estate scorsa per girare il suo nuovo film. Sono stato anche qualche settimana a Palermo. Mentre ero lì mi sono detto che questa Terra la ricorderò per sempre come il luogo del mio primo film. Non so dove mi porterà la vita, ma l’inizio è stato proprio in Sicilia. Nella vostra bellissima Terra sono venuto in vacanza anche a Ragusa e Siracusa. Ogni parte della Sicilia mi ricorda davvero tantissimo. La scelta di andarci in inverno con il mio spettacolo non è casuale. Non voglio che venga ad assistere il turista che si trova lì in estate, voglio essere visto dai siciliani veri. È una scelta precisa per avere il parere del pubblico siciliano che conta moltissimo.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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