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Pd: Fioroni, ‘irrequietezza Moro non significa adesione a linea Schlein’

Di Redazione |

Roma, 11 mar. “Avevamo evitato finora di piegare la lezione di Moro alle logiche di partito. Ora, però, Rosy Bindi s’incarica di ‘coprire’ l’adesione al nuovo corso del Pd con un sollecito all’imitazione (di Moro) che suscita perplessità. ‘Noi cattolici –ha detto ieri– dobbiamo sempre essere irrequieti, mai appagati, ce l’ha insegnato Aldo Moro’. Dunque, irrequieti vuol dire aderire alla svolta radicale di Elly Schlein? E questo sarebbe l’inveramento del moroteismo? Mi sembra alquanto azzardato”. Lo afferma Giuseppe Fioroni, che aggiunge: “Certo, Moro invitava i democratici cristiani a non acquietarsi nella gestione del potere. Il suo pensiero aveva come centro di gravità la visione responsabile delle cose e, insieme, poneva a fondamento dell’iniziativa politica la coerenza che questa visione implicava. La novità non andava respinta, ma nemmeno inseguita ingenuamente: piuttosto doveva essere capita, per non cedere a superficialità di analisi e di proposta. Era contrario alle semplificazioni”.

“Se guardiamo all’insieme delle battaglie di Moro troviamo sempre l’orgoglio di una limpida appartenenza a un movimento –democratico e cristiano– che non doveva smarrirsi nel gioco delle transazioni e degli accomodamenti, specie se in ballo c’era il confronto sulla trasformazione degli equilibri politici. Sta di fatto -conclude Fioroni- che Moro non ha mai rinunciato ad un’identità di cultura e azione politica, insistendo a più riprese sulla necessità di mantenere fermo il richiamo ai principi ispiratori dell’impegno storico dei cristiani”.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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