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**Riforme: Calenda per proposta comune opposizioni, ok con distinguo da Pd e M5S’**

Di Redazione |

Roma, 21 set. Carlo Calenda brucia i tempi e, ancora prima che venga presentato l’annunciato testo del governo sul premierato, lancia un appello alle altre forze di opposizione per una proposta comune su riforme e legge elettorale. Cancellierato e proporzionale con soglia al 5%, la base di discussione. Da Elly Schlein a Giuseppe Conte, passando per Nicola Fratoianni, la sollecitazione al dialogo viene raccolta. Con qualche distinguo.

Nessuno vuole lasciare che il leader di Azione si intesti la regia della cosa. E così sia la segretaria Pd che il leader M5S sottolineano aspetti positivi del cancellierato purché declinato in salsa nostrana. “Immaginiamo un modello italiano”, dice Schlein. “Non trapiantare un altro sistema”, avverte Conte. Detto questo, la proposta di Calenda rappresenta un possibile terreno comune tra le opposizioni, al momento, già allineate sul no al premierato e la difesa delle prerogative del presidente della Repubblica. Un no netto già dichiarato al tavolo, convocato mesi fa, da Giorgia Meloni.

E ribadito anche oggi. Ci si confronta solo se dal tavolo del governo esce la proposta del premierato. “Secondo voi possiamo sederci a un tavolo con chi propone un avventurismo costituzionale. Non sarà possibile discutere del premierato”, dice Conte. E Schlein tiene dentro anche il no all’autonomia differenziata: “Noi a Giorgia Meloni a quel tavolo – di cui poi non si è più saputo nulla – abbiamo portato anche una condizione chiara per un confronto sulle riforme: una moratoria sull’autonomia differenziata che non è una legge costituzionale ma che incide pericolosamente sull’ordinamente di questo Paese. A quello stiamo”.

Quanto al merito di una possibile proposta unitaria delle opposizioni, Conte ribadisce che i due punti cardini per il M5S sono la sfiducia costruttiva e rafforzare i poteri del premier. “Bisogna intervenire chirurgicamente, e la sfiducia costruttiva è la chiave di volta. In più bisogna rafforzare il presidente del Consiglio, che nell’attuale assetto non è in grado di rimuovere un ministro. Basta intervenire su questi due aspetti senza stravolgere per ottenere ottimi risultati”. Quanto alla legge elettorale i 5 Stelle sono per il proporzionale.

La sfiducia costruttiva è anche tra le proposte portate dal Pd al tavolo con Meloni. Tra i dem il cancellierato è un modello a cui si guarda da tempo. “Un buon terreno di confronto”, dice Dario Parrini all’Adnkronos. Il sistema tedesco, osserva, rappresenta una “soluzione seria e valida”. E su questo auspica non si confrontino solo le opposizione ma anche la maggioranza che, sottolinea Parrini, “spero prenda atto “della totale indigeribilità e insostenibilità del modello di premierato cui stanno lavorando”.

Anche Nicola Fratoianni è pronto al confronto sulle riforme. “La possibilità di discutere è sempre benvenuta come è positiva la comune opposizione all’ipotesi di premierato” che il governo ha annunciato di mettere in campo. “Poi su quale proposta, vediamo. Ma è giusto confrontarsi”, dice il leader di Sinistra Italiana. Chi si tiene fuori è Matteo Renzi. All’epoca del tavolo con Meloni, il Terzo Polo fu l’unica forza di opposizione a non escludere un dialogo sul premierato. Ora che le strade si sono divise, il leader di Azione si smarca dal cavallo di battaglia renziano del sindaco d’Italia. “Calenda insegue Conte e Schlein, noi restiamo con gli elettori del Terzo Polo: il sindaco d’Italia era nel programma elettorale”, punge Renzi.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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