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**Senato: Bisi (Goi), ‘La Russa ci lasci parte di p. Giustiniani prima di pronuncia tribunali’**

Di Redazione |

Roma, 27 ago. “Palazzo Giustiniani fu acquistato nel 1911 dal Grand Oriente d’Italia, e dal 1901 eravamo in affitto, ci venne preso a forza di bastonate dal regime fascista. Nel dopoguerra facemmo una causa per rientrare in possesso del palazzo, nel primo grado vincemmo noi, poi in appello vinse il Senato della Repubblica, e iniziò una trattativa. Nel 1988, l’allora presidente del Senato, Giovanni Spadolini, fece un accordo con noi e disse: ‘Voi lasciate palazzo Giustiniani al Senato che ne ha bisogno, ma noi vi lasciamo, per dimostrare la partecipazione della massoneria alla risorgimento nazionale, 140 metri quadrati per fare il museo della massoneria con entrata da via Giustiniani’. E c’è tutta la piantina di quali dovrebbero essere le stanze riservate a noi, ma da allora, da Spadolini fino a La Russa non si sono degnati di darcele”. Lo dice Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia a La Piazza, la kermesse organizzata da Affaritaliani, in corso di svolgimento a Ceglie Messapica.

“Abbiamo ripreso l’iter giudiziario: il Tar del Lazio ha detto che la competenza è della giustizia civile, il Consiglio di Stato, con motivazioni diverse, ha detto la stessa cosa. Il 21 novembre si pronuncerà la Cassazione, e non so se augurarmi per il bene che voglio a questo nostro Paese che la Cassazione dia ragione a noi o al Senato”, spiega.

“Se da un giorno all’altro dovesse arrivare un giudice, magari in Europa, che dice che abbiamo ragione noi, sfratto il Senato e ci ridà tutto il palazzo, se noi facciamo una bella figura come Italia. Quindi io auspico che il presidente del Senato consegni i 140 metri quadrati che dimostri la nostra presenza, delle bastonate e di un adepto che è stato ucciso”, conclude Bisi.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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