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Spagna: test in Galizia galvanizza Feijoo e indebolisce Sanchez

Media: 'Campanello allarme in vista delle elezioni europee'

Di Redazione |

MADRID, 19 FEB – “Il Pp conserva la maggioranza assoluta” (El Pais), “Feijoo conserva Galizia e il Psoe affonda a favore del Bng” (La Vanguardia), “Vittoria al Pp e debacle del Psoe”, (La Razon), “Feijoo vince la partita con Sanchez in Galizia” (El Periodico): sono alcuni dei titoli dei quotidiani iberici che danno conto della vittoria ieri del Partito Popolare nel suo storico feudo nel nord-ovest dei Spagna. E’ letta da tutte le analisi come la riaffermazione della leadership in chiave nazionale del presidente del Pp, il galiziano Alberto Nunez Fejioo, che nel sostenere il suo successore a governatore, Alfonso Rueda, aveva lanciato la sfida, raccolta e perduta dal premier socialista Pedro Sanchez dopo le elezioni politiche di luglio e per capitalizzare l’opposizione alla legge di amnistia agli indipendentisti catalani. Il partito conservatore porta a casa la sua quinta maggioranza assoluta nella regione con 40 seggi (47,3% dei consensi), nonostante la perdita di 2 rispetto al 2020. Ma è l’importante affermazione del Blocco nazionalista galiziano (Bng), la novità, con la candidata Ana Ponton, riuscita ad agglutinare il voto utile a sinistra, e a conquistare 6 seggi fino ai 25 deputati (31,5%) imponendosi come alternativa ai popolari, a scapito però del Psoe. Con la perdita di 5 scranni, fino ai 9 deputati e il 15% dei voti, i socialisti hanno portato a casa il peggiore risultato di sempre nella regione. Cattiva notizia per Pedro Sanchez, che si era impegnato a fondo nella campagna galiziana: spia di una debolezza territoriale che suona come un campanello di allarme, a inizio del ciclo elettorale in Spagna, che passerà per le europee di giugno, per quelle nel Paese Basco a luglio e culminerà con quelle in Catalogna nel 2025. L’interrogativo che aleggia anche in casa socialista è se Sanchez continuerà con le concessioni agli indipendentisti catalani, che a novembre hanno sostenuto la sua fiducia, o risponderà con maggiore fermezza. La legge di amnistia non è ancora stata approvata, mentre Feijoo, con la sua apertura – poi ritrattata – a un indulto a Puigdemont, potrebbe giocare la carta di accordi territoriali con JuntsxCat, mancati finora al Pp per affermarsi in regioni come la Catalogna.

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