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Vedova,’corpo mio marito senza organi interni, voglio la verità’

Catanese muore alle Bahamas. Legali azienda: 'nessun giallo'

Di Redazione |

CATANIA, 19 FEB – “Da quando mio marito è morto non abbiamo avuto pace e noi vogliamo sapere cosa è successo, vogliamo la verità. Siamo rimasti sconvolti dal sapere che non aveva gli organi interni”. Lo afferma Giusi Cundari, la vedova di Alfio Torrisi, il 54enne anni di Giarre deceduto nell’ottobre del 2023 al Rand memorial hospital di Freeport, nelle Bahamas, dove era stato ricoverato dopo un malore sulla nave ‘Paradise della Carnival cruises line, dove era al lavoro per conto della Techni teak di Riposto. La Procura di Catania, su denuncia dei familiari, ha aperto un’inchiesta e disposto un’autopsia che non è stata però possibile eseguire perché il corpo era stato svuotato dagli organi interni e riempito di segatura di legno e giornali. I magistrati hanno avviato una rogatoria internazionale per avere i ‘vetrini’ eseguiti sugli organi e il referto dell’autopsia eseguita nelle Bahamas. “Il fatto più tragico – sottolinea la vedova, che è assistita dagli avvocati Antonio Fiumefreddo e Giuseppe Berretta – è accaduto quando noi abbiamo saputo dal medico legale che non c’erano gli organi interni di mio marito. Questo fatto straziante ci induce ad avere mille pensieri, mille dubbi. Noi vogliamo sapere la verità. Io chiedo allo Stato delle Bahamas gli organi di mio marito, il referto medico e dell’autopsia, perché noi a oggi non sappiamo la verità e vogliamo conoscerla”. Per gli avvocati Concetto Ferrarotto ed Emanuela Fragalà che assistono Giulio Nirelli, indagato come atto dovuto dalla Procura, e la società etnea “non c’è alcun ‘giallo'” nella mancata presenza di “organi interni”. I due penalisti sostengono che “è indispensabile chiarire come non sussista alcun “giallo” in relazione alla mancata presenza degli organi all’interno della salma del povero signor Torrisi”. “In sede di conferimento dell’incarico peritale – rilevano – il professore Cristoforo Pomara ha chiaramente esplicitato a tutte le parti che tale circostanza era già ordinariamente prevedibile a fronte dell’utilizzo, in occasione dell’autopsia effettuata alle Bahamas, della tecnica autoptica meglio nota come di “Letulle en masse”, comportante il prelievo in blocco, cioè in massa, di tutti gli organi”.

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