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Le Vele di Legambiente e del Touring Club solo a due spiagge siciliane

La classifica premia la Sardegna: solo due località per la nostra regione

Di Chiara Munafò |

Il mare più bello d’Italia è a Baunei, in Sardegna. Questo borgo dell’Ogliastra, tra il Mediterraneo e i monti, apre la classifica delle 21 località a Cinque vele premiate dalla guida blu di Legambiente e Touring club italiano per le acque cristalline e i modelli innovativi di sviluppo sostenibile. Seguono Nardò, in provincia di Lecce, e Pollica, nel Cilento.

L’edizione 2023 segna alcune novità con Tropea che conquista le Cinque vele e segna l’ingresso della Calabria nella lista delle eccellenze. Ottiene il riconoscimento per la prima volta anche Vieste, nel Gargano. Altre località sono ormai invece delle veterane, come Castiglion della Pescaia, in Maremma, che è stata sempre presente nelle 23 edizioni della Guida «Il mare più bello». Tra le Regioni la Sardegna è la più premiata con sette comuni. La Toscana ne vanta quattro, la Puglia e la Campania tre e la Sicilia due. La Basilicata, come la Calabria, ne ha uno.

Il presidente del Touring Club Italiano Franco Iseppi, racconta la guida, che passa in rassegna oltre 400 comuni costieri, come «un invito a vivere le risorse nei nostri mari e delle nostre coste come ricchezza comune da amare». Secondo il presidente di Legambiente, Stefano Ciafani, è anche «un faro in un porto, un punto di riferimento per applicare nuove forme di gestione di questi territori e nuove forme di fare turismo».

Un turismo che, dopo la scoperta delle vacanze di prossimità, durante la pandemia, è tornato alle cattive abitudini del 2019 con molte località sovrasfruttate e congestionate. «Troppo pieno, troppo lineare rispetto all’economia circolare e troppo fossile», con le parole di Ciafani.

Uno dei punti di forza del capofila Baunei è proprio il «numero comodo», un sistema per regolare gli accessi alla spiaggia e permettere la giusta convivenza tra l’uomo e l’ambiente. Una strategia analoga di ricerca del «numero giusto» è adottata sul lago da Molveno, che guida la classifica parallela dei 12 comuni lacustri a Cinque vele e viene descritto come «vero avamposto di una rivoluzione lenta».

In questa rivoluzione, Legambiente, chiama i comuni a Cinque vele a un ruolo da apripista per la transizione ecologica, al di là delle preoccupazioni di alcuni amministratori per l’eolico offshore o l’agrifotovoltaico. La crisi climatica, ricorda Ciafani, porterà 17 miliardi di perdite dirette nel settore del turismo in Italia, se le temperature saliranno oltre i due gradi dai livelli preindustriali, secondo le stime del ministero dell’Ambiente. «Contiamo di voi per fermare la mano di chi vuole rallentare la transizione», è il suo appello durante la conferenza stampa.

Scorrendo la classifica, subito sotto al podio troviamo Castiglione della Pescaia (Toscana), e poi, a seguire, Domus de Maria (Sardegna), San Giovanni a Piro (Campania), Isola del Giglio (Toscana), Cabras e Posada (Sardegna), Capalbio e Capraia isola (Toscana), Santa Marina Salina (Sicilia), San Mauro Cilento (Campania), Budoni, Bosa e S. Teresa di Gallura (Sardegna), Vieste (Puglia), Maratea (Basilicata), Pantelleria (Sicilia), Tropea (Calabria) e Porto Cesareo (Puglia).

Le località di lago di eccellenza sono invece Molveno (Trentino-Alto Adige), Massa Marittima (Toscana), Sospirolo (Veneto), Fiè Allo Sciliar, Ledro e Appiano sulla strada del vino (Trentino-Alto Adige), Gardone Riviera (Lombardia), Farra D’alpago (Veneto), Scanno (in Abruzzo, una new entry), Toscolano Maderno (Lombardia), Avigliana e Cannero Riviera (Piemonte).COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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