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Black List, ci sono almeno trenta nomi

Black List, ci sono almeno trenta nomi Tremano faccendieri, politici e manager pubblici

Il libro mastro di Campione dei corrotti / La galassia Lo Bosco

Black List, ci sono almeno trenta nomi Tremano faccendieri, politici e manager pubblici

PALERMO. Tremano faccendieri, politici e manager pubblici che, in qualche modo, hanno avuto a che fare con l’imprenditore agrigentino Massimo Campione e che, secondo indiscrezioni, avrebbero ricevuto “regalie” in cambio di favori. A 24 ore dallo scossone che ha decapitato il vertice di Rete Ferroviaria Italiana e Ast, con l’arresto del presidente Dario Lo Bosco, 55 anni, originario di Raffadali (Ag), gli inquirenti stanno esaminando le carte sequestrate dalla Squadra mobile palermitana non appena è scattato il blitz “Black list”. Assieme a Lo Bosco sono stati arrestati due funzionari del Corpo forestale, Salvatore Marranca e Giuseppe Quattrocchi, etrambi 60enni.

LA GALASSIA LO BOSCO, DA CONFINDUSTRIA AI POLITICI 

L’avvocato di Lo Bosco, Bartolomeo Romano, intanto, ha fatto sapere che il manager «risponderà al gip all’interrogatorio di garanzia per dimostrare la sua totale estraneità alle accuse che gli sono state mosse. Se chiarire la vicenda dovesse richiedere tempo, valuterà, ma solo per motivi di opportunità, la possibilità di lasciare Rfi». Lo Bosco, che deve rispondere del reato di induzione indebita a dare o promettere utilità, è accusato di avere intascato una tangente di 58mila 650 euro dall’imprenditore agrigentino Massimo Campione per favorire l’acquisto di un prototipo da utilizzare per il monitoraggio dell’usura delle carrozze ferroviarie. «Il progetto – ha spiegato il legale – non è mai stato acquistato da Rfi. Dimostreremo che Rete Ferroviaria non ha mai avuto nessun rapporto con l’imprenditore».

 

Campione, trovato in possesso di un libro mastro con nomi e cifre, ha confessato di avere distribuito tangenti a Lo Bosco e a due funzionari del Corpo Forestale. Ieri il presidente della Regione Rosario Crocetta ha comunicato che l’assemblea di Ast, la partecipata regionale che gestisce i trasporti nell’Isola, si è conclusa con le dimissioni di tutti i componenti degli organismi della società. Sono stati fissati per lunedì prossimo, davanti al gip Ettorina Contino, gli interrogatori di Lo Bosco, Quattrocchi e Marranca. Questi ultimi due avrebbero ricevuto complessivamente circa 250mila euro: in cambio avrebbero evitato intoppi nei lavori di ammodernamento della rete di radiocomunicazioni della Forestale che l’imprenditore si era aggiudicato, vincendo un appalto di 26 milioni bandito dal Corpo forestale. Indagati anche Pietro Tolomeo, ex dirigente della Forestale per cui il gip non ha ammesso la richiesta di misura cautelare, la collaboratrice di Campione, Maria Grazia Butticè, il preside di ingegneria della Kore di Enna Giovanni Tesoriere e l’ingegnere della Forestale Libero Cannarozzo.

 

L’inchiesta è coordinata dall’aggiunto Bernardo “Dino” Petralia e dal pm Claudio Camilleri. L’inchiesta della Procura di Palermo è nata dagli accertamenti sulla passata gestione della Gesap, la società che gestisce lo scalo aeroportuale di Palermo. Nell’ambito dell’inchiesta sulla Gesap, dove si cerca di far luce sui ritardi nelle esecuzioni dei lavori nell’aeroporto e su alcune maxi consulenze, l’attenzione degli inquirenti si è concentrata su Massimo Campione che è stato intercettato mentre parlava con alcuni indagati.

 

Campione, che si è aggiudicato appalti in numerosi settori, è stato pedinato e intercettato ed è così che gli inquirenti hanno scoperto tra l’altro, il giro di mazzette che ha portato ai domiciliari Lo Bosco e gli altri due. Nell’auto dell’imprenditore è stato trovato un libro mastro pieno di nomi con accanto cifre: mazzette sborsate, ha ammesso Campione che sta collaborando con i magistrati. Ma le tangenti scoperte sono una parte di una inchiesta più ampia sugli appalti e su presunte ipotesi di corruzione che non si è ancora esaurita. Gli investigatori stanno cercando di approfondire la documentazione sequestrata: 15 pagine del «registro contabile» che sono una minima parte delle carte nelle mani dalla polizia.

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