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Aidaa: «Non ci si fermi sull'atteggiamento dei cani, grave il comportamento della madre»

L’Associazione italiana difesa animali ed ambiente chiede indagini trasparenti sulle motivazioni reali per cui quella donna e madre ha lasciato il bimbo in balia di de cani notoriamente reattivi a movimenti improvvisi

L'Aidaa sul caso di Mascalucia: «Non ci si fermi all'atteggiamento dei cani, è stato grave il comportamento della madre»

«Innanzitutto ci dispiace per quello che è accaduto e chiediamo alla giustizia di fare piena luce su questa vicenda, la morte di un bambino è sempre una disgrazia enorme ma non ci si fermi all’atteggiamento dei cani, i cani per aver attaccato è perché sono stati in qualche modo istigati, non sappiamo se erano addestrati alla difesa, ma certamente non hanno ucciso per il gusto di farlo, pertanto si valuti sia lo stato di salute degli animali, ma anche il comportamento che noi riteniamo grave e scorretto della madre che ha lasciato un bimbo di 18 mesi da solo in balia di due molossi che probabilmente hanno attaccato il bimbo a causa di un fraintendimento dei gesti dello stesso piccolo».

Così l’Associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa) sul caso del bimbo di un anno e mezzo sbranato e ucciso dai cani di famiglia a Mascalucia, nel catanese.  «Quindi patti chiari e indagini trasparenti sulle motivazioni reali per cui quella donna e madre ha lasciato il bimbo in balia di due cani notoriamente reattivi a certi movimenti improvvisi. Non vogliamo gettare la croce addosso a nessuno, ma a nessuno venga in mente di gettare la croce addosso ai cani che in fondo, forse non hanno fatto altro che quello per cui erano stati addestrati».

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