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Mafia, blitz della polizia ad Adrano contro il clan Scalisi: 36 arresti

"Decapitati" i vertici della cosca legata della famiglia mafiosa Laudani di Catania: la «famiglia» sottoponeva sistematicamente ad estorsione la gran parte delle attività commerciali della zona

Mafia, blitz della polizia ad Adrano contro il clan Scalisi: 36 arresti

ADRANO - Blitz antimafia della polizia di Stato di Catania che su delega della Dda della Procura ha eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di 36 presunti appartenenti al clan Scalisi di Adrano, collegato alla cosca Laudani di Catania. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono associazione mafiosa, traffico di droga, tentato omicidio, estorsione, rapina, furto, ricettazione, danneggiamento. L’ordinanza eseguita dalla Squadra Mobile di Catania e dal Commissariato di Adrano, ha consentito di disarticolare la cosca Scalisi, decapitandone i vertici. All'operazione - denominata "Illegal Duty" - hanno partecipato oltre 200 unità della Polizia di Stato, tra cui equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Orientale ed unità eliportata del Reparto Volo di Palermo, mentre un arresto è stato eseguito dalla squadra mobile di Genova.

 

 

Le indagini hanno consentito di verificare come la «famiglia» sottoponeva sistematicamente ad estorsione la gran parte delle attività commerciali di Adrano, in primo luogo il mercato ortofrutticolo (leggi negozio per negozio tutti gli espisodi esortsivi contestati). E a tenere le fila dell'organizzazione era il boss Giuseppe Scarvaglieri, capo del clan Scalisi di Adrano, collegato alla cosca Laudani di Catania, che nonostante fosse detenuto continuava dal carcere a mantenere la leadership del gruppo impartendo ordini e disposizioni.

Come conferma la lettera spedita dal carcere da Scarvaglieri a un componete del gruppo e che è stata intercettata dagli investigatori della Polizia di Stato. «Carissimo e stimatissimo fratuzzo mio... - scriveva Scarvaglieri nella missiva letta da Alfredo Mannino ad un componente del gruppo- chi può permettersi di giudicarvi a te e a mio figlioccio? Voi siete le persone storicamente più vicine alla mia famiglia, voi avete dato tanto a me. Niente e nessuno può giudicarvi all’infuori del sottoscritto. Voi siete e fate parte integralmente della mia famiglia. Se c'è qualche individuo che crea confusione, a quale titolo? Chi é e cosa rappresenta?».

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«Ho dato incarico - prosegue Mannino leggendo la missiva di Scarvaglieri - a mio figlioccio. Devi essere a fianco a lui, uniti su tutti i punti di vista. Chi si ritiene vicino alla mia famiglia deve rispettare le mie decisioni. Tutti devono stare vicini a voi. Chi non accetta questo non fa parte della mia famiglia. Chi fa uso e consumo del mio nome per i propri interessi avrà ciò che merita. Voglio solo che si fanno cose buone con serenità e lealtà».

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