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Regione, diminuisce la spesa ma debiti fuori bilancio per 44,5 mln

E’ quanto emerge dal rendiconto per il 2017 approvato dalla giunta Musumeci

Regione, Giunta approva manovra

PALERMO - Diminuisce la spesa della Regione siciliana. Il calo nel 2017 è stato del 25,9% rispetto agli impegni assunti nell’anno precedente. E’ quanto emerge dal rendiconto per il 2017 approvato dalla giunta Musumeci. Per il personale la spesa è diminuita dello 0,37%, pari a circa 12 milioni di euro, mentre è dell’1% la diminuzione per organi istituzionali, rappresentanza, convegni e mostre.

Nel documento di 183 pagine, firmato dall’assessore all’Economia Gaetano Armao e dal ragioniere generale Giovanni Bologna, viene sottolineato che «la gestione del bilancio della Regione dell’esercizio 2017 è stata improntata, come nel 2016, alla severità e al rigore pur in presenza della persistenza della crisi economica che ha timidamente manifestato elementi di ripresa, senza trascurare da un lato la necessità di far fronte agli interventi nel campo socio-assistenziale e di sostegno del tessuto imprenditoriale e dall’altro ad una attività volta ad una sempre più fedele rappresentazione contabile delle risorse finanziarie affiancata ad una azione finalizzata al recupero di risorse finanziarie in passato sottratte alla finanza regionale». Un riconoscimento, dunque, del lavoro fatto dal precedente governo, in particolare dall’assessore all’Economia, Alessandro Baccei.

Per il governo Musumeci «ciò ha permesso di proseguire nel risanamento finanziario già avviato nell’esercizio 2015 per cui a fronte delle coperture dei disavanzi generati dalle gestioni degli esercizi precedenti al 2015 i risultati di gestione incoraggianti consentono di prevedere un periodo di ammortamento dei medesimi disavanzi ridotto rispetto a quanto ipotizzato inizialmente». «I risultati positivi - si legge nel rendiconto - sono comunque realizzati pur in presenza di pesanti obbligazioni del passato cui si è fatto fronte con le leggi regionali, e in particolare degli oneri relativi ai pignoramenti e ai pagamenti in conto sospeso senza pregressa copertura si procederà con il riconoscimento con un apposito disegno di legge che affiancherà l'approvazione del rendiconto». Il governo quindi auspica «che il trend degli ultimi tre esercizi possa proseguire, e che nel concretizzarsi dell’auspicato consolidamento e rafforzamento della ripresa economica, si possa assicurare il diffondersi dei benefici affiancandoli a una solidità del bilancio regionale».


Ammontano invece a 44,5 milioni di euro i debiti fuori bilancio che il governo Musumeci si trova costretto a contabilizzare. Per farlo, la giunta ha approvato un disegno di legge che sarà portato all’Ars per l’approvazione, assieme al rendiconto generale della Regione per il 2017.

A incidere sulla massa debitoria fuori bilancio sono stati soprattutto i pignoramenti, partite contabili sospese per espropriazioni forzate presso terzi per un importo complessivo di circa 25,8 mln: la cifra maggiore, per 19,3 mln, riguarda l'assessorato alla Formazione. E' di 18,7 mln invece la partita imputata agli ordinativi di pagamento in conto sospeso emessi esclusivamente in presenza di titolo esecutivo derivate da procedimenti giurisdizionali: la quota maggiore è imputata alle Attività produttive, 7,3 mln. Altri 8.318,18 euro riguardano le commissioni bancarie per l'utilizzo dei Pos nei poli museali, la cui regolarizzazione compete al dipartimenti dei Beni culturali.

 Dalla rottamazione delle cartelle esattoriali la Regione ha incassato 365 milioni di euro nel 2017, come si evince dal rendiconto, e ha previsto di incassarne circa 600 milioni nei prossimi anni. Un bel tesoretto che avrebbe dovuto essere utilizzato per abbattere l’indebitamento. Così è stato per il 2017. Per gli anni successivi invece il governo Musumeci cancellando 650 milioni di euro di residui attivi dal rendiconto 2017 (peggiorando cosi il risultato di un pari importo) può iscrivere per competenza le entrate da rottamazione per 2018 e successivi per finanziare così nuova spesa.

Il risultato di questa manovra è che anziché abbattere il debito di 650 milioni è stato finanziata nuova spesa per un pari importo, aumentando cosi l’indebitamento.

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