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Regionali, partita la corsa per una poltrona all'Ars: ecco i primi nomi dei possibili aspiranti

In città e in provincia è già un fiorire di candidature. Grandi manovre nei partiti in attesa delle ultime alleanze

Regionali, partita la corsa per una poltrona all'Ars: ecco i primi nomi dei possibili aspiranti

Comunque, mentre la campagna stenta ancora ad entrare nel vivo, i nomi dei papabili che si fanno già in città sono tanti, a partire dal già candidato certo nel Pd, Angelo Villari, ex assessore della Giunta Bianco ed ex segretario generale della Cgil. Non è un mistero che Villari potrà contare sulla forza del suo sindacato, la Cgil, ma anche sul sostegno della Uil oggi guidata da una esponente del Pd di Bronte, Enza Meli. Villari al momento avrebbe una forte unità di intenti con la Uil, visto e considerato che è stato uno dei più forti sponsorizzatori della nomina di assessore al Welfare dell’ex segretario della Uil Fortunato Parisi. Proprio questa decisione ha poi scatenato la forte reazione della Cisl che ha parlato di commistione tra sindacato e politica. Sempre in quota Cgil non si ricandiderà invece l’attuale deputato Pd Concetta Raia ormai proiettata ad entrare in lista per le nazionali.

In quota Pd i sondaggi preannunciano un exploit del deputato uscente Luca Sammartino che dovrebbe tornare all’Ars in pompa magna con un serbatoio di voti più che consistente. Sammartino - si vocifera - potrà contare anche sul supporto della Cisl. Sarà interessante seguire lo scontro sindacale tutto interno al Pd tra Cgil e Uil vicini a Villari e la Cisl che molti indicano vicina a Sammartino. Non si candiderà invece la deputata regionale Pd Valeria Sudano, anche lei in previsione di candidarsi alle Politiche, ma con un occhio rivolto anche alle prossime comunali. Altro uscente democratico con un forte seguito di suffragi, soprattutto in provincia, (è stato sindaco di Pedara per una consiliatura) è l’assessore al Turismo Antony Barbagallo. Nel quadro generale delle possibili candidature nel centrosinistra si fa strada anche l’ipotesi dell’attuale capogruppo di «Con Bianco per Catania» in Consiglio, Alessandro Porto. Su di lui ci sarebbe al momento un forte pressing anche del sindaco Bianco perché Porto avrebbe un discreto serbatoio di voti. Porto, però, ex autonomista dell’era Lombardo e oggi esponente molto vicino a Bianco starebbe vivendo con sofferenza le vicissitudini che attraversano il Pd siciliano per paura, alla fine, di non essere eletto a causa della forza di esponenti come Sammartino e Barbagallo. Il capogruppo teme anche che il Pd riesca a malapena ad ottenere a Catania solo due seggi. Porto quindi scioglierà le riserve solo alla fine, forse conscio delle difficoltà in cui si sta per imbarcare. Ma non dovrebbe rompere col centrosinistra rispondendo alle sirene che arrivano da un centrodestra che, se ricompattato, si profila per essere l’unico forte avversario dei Cinquestelle.

Altro candidato del Pd sarà il deputato regionale Gianfranco Vullo. Sempre in ambito di centrosinistra appare scontata la ricandidatura dell’uomo forte di Acireale, il deputato Nicola D’Agostino di Sicilia Futura. Sempre nello stesso schieramento dovrebbe trovare posto il consigliere comunale Carmelo Coppolino. Sul fronte delle candidature di esponenti provenienti dal Consiglio comunale di Catania, oltre a Porto e Coppolino, c’è da registrare la candidatura già annunciata di Riccardo Pellegrino per Forza Italia, del neo arrivato (solo pochi giorni fa) in «Fratelli D’Italia» Carmelo Nicotra, ex di Articolo 4 di Sammartino e di Carmelo Sgroi in quota all’Udc di Cesa.

L’attuale capogruppo di Fratelli D’Italia Manlio Messina, che in un primo momento era dato tra i possibili candidati all’assemblea regionale e Francesco Saglimbene dovrebbero invece candidarsi alle Politiche dopo una intesa raggiunta con la leader nazionale, Giorgia Meloni. Nel centrodestra, dove si è al lavoro per ricucire lo strappo per la candidatura unitaria di Nello Musumeci (i cui sondaggi sono più che eccellenti), ci sono molti aspiranti per un ritorno a palazzo dei Normanni. In Forza Italia è sicura la riconferma delle candidature di Marco Falcone e di Alfio Papale. Inoltre si vocifera la scesa in campo dell’ex consigliere comunale etneo Dario Daidone sempre per Forza Italia e di Angelo Sicali, ex assessore della Giunta Stancanelli, con il movimento «Diventerà Bellissima» di Musumeci. Torna in campo anche l’ex vicesindaco di Catania Giuseppe Arena ma in questo caso nella lista del presidente Musumeci.

Andando sul fronte dei Cinquestelle anche per i grillini gli uscenti Gianina Ciancio, Angela Foti e Francesco Cappello ritenteranno la strada della rielezione. Nella lista dovrebbe figurare anche Lidia Adorno, esponente che nel 2013 sfidò per i Cinquestelle il sindaco Bianco, ottenendo però una deludente percentuale a una sola cifra. Tra i possibili candidati figura anche Josè Marano, assessore designato pentastellato nelle ultime elezioni di Misterbianco. Secondo alcune proiezioni i Cinquestelle a Catania potrebbero riuscire a ottenere quattro-cinque seggi per palazzo dei Normanni, ponendosi come prima forza politica cittadina.

In ambito del centrodestra già schierato compatto a sostegno di Musumeci, della partita regionale dovrebbero far parte anche il sindaco di Acicastello, Filippo Drago, ex assessore di centrodestra a Catania e con un passato di parlamentare nazionale azzurro. Drago dovrebbe essere candidato nella lista della Lega di Francesco Attaguile. Lo stesso discorso si fa per il sindaco di Motta S. Anastasia, Anastasio Carrà.

Altro ritorno potrebbe essere quello dell’ex capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale Nuccio Condorelli, esponente da sempre vicino al sottosegretario Giuseppe Castiglione e all’ex senatore Pino Firrarello. Condorelli, che nella passata tornata elettorale per il Comune era stato inserito nella squadra assessoriale dell’ex sindaco Stancanelli doverebbe candidarsi in quota Alternativa popolare del ministro Alfano.

Nella corsa per palazzo dei Normanni ci sarà anche una lista di ex Mpa, movimento vicino all’ex governatore Raffaele Lombardo, in cui sarà candidato certamente l’uscente Dino Fiorenza, mentre è ancora incerta la candidatura del figlio dell’ex deputato nazionale Angelo Lombardo, Giuseppe. Invece il figlio di Raffaele Lombardo, Toti, deputato uscente, non sarà candidato. In questa tornata potrebbe trovare spazio in Alternativa popolare anche il figlio del sottosegretario all’Agricoltura Giuseppe Castiglione. Il deputato Marco Forzese proverà invece a tornare all’Ars con la lista centrista di Alternativa Popolare e Udc mentre l’attuale vicesindaco di Belpasso Giuseppe Zitelli potrebbe essere tra i candidati di una lista di ex esponenti vicini al deputato scomparso Lino Leanza.

Sempre sul fronte delle personalità catanesi potrebbe trovare spazio a Palermo anche l’attuale professore di Economia politica dell’Università Maurizio Caserta - ma non in qualità di deputato - qualora dovesse concretizzarsi una candidatura a presidente (e una successiva vittoria) dell’ex rettore di Palermo, Roberto Lagalla.

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